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Pensioni, uscita dal lavoro 64 anni e i contributi... Il post quota 100
Foto: LaPresse

Pensioni, uscita dal lavoro 64 anni e i contributi... Il post quota 100

In pensione con 64 anni e 30 di contributi? E' la proposta di Mario Mantovani, presidente di Manageritalia. Il dibattito sulla riforma del sistema previdenziale, che, a fine anno vedrà 'pensionare' quota 100 resta apertissimo. Intanto le organizzazioni sindacali dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil hanno annunciato che parteciperanno convinte alla mobilitazione confederale del 26 giugno. ''Per uscire dalla gravissima crisi prodotta dalla pandemia serve un Patto per il Paese che unisca lavoratori e pensionati, giovani e anziani, donne e uomini - dichiarano Pedretti, Ragazzini, Barbagallo - obiettivo prioritario: aumentare i posti di lavoro non precari e pagati il giusto, a partire da giovani e donne. In questo modo, si potranno anche garantire pensioni eque oggi e domani. Il Pnrr è un'occasione da non perdere per rilanciare occupazione e investimenti e riformare profondamente il nostro welfare con il coinvolgimento del sindacato".

PENSIONI: MANTOVANI (MANAGERITALIA), 'ANTICIPO A 64 ANNI E 30 DI CONTRIBUTI STRADA POSSIBILE'

"Occorre superare quota 100 e le nostre idee vanno sempre nella direzione della sostenibilità", ha spiegato Mario Mantovani, presidente di Manageritalia, nel corso dell'assemblea nazionale della federazione dei dirigenti, tenutasi nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato. "A nostro parere però provvedimenti eccessivamente incentivanti caricano costi su bilancio dello Stato che poi si scaricano sulle generazioni future", ha sottolineato. E lancia una proposta: "Sosteniamo perciò un provvedimento che preveda il pensionamento anticipato con almeno 64 anni di età e 30 anni di anzianità contributiva, crediamo che così si possa creare un sistema sostenibile che vada gradualmente a convergere verso un sistema puramente contributivo che tra qualche anno sarà il sistema di tutti".

PENSIONI: NANNICINI, 'SERVE EQUITA' SOCIALE E TRA GENERAZIONI'

"Condivido il vostro approccio sulla previdenza, non scordiamoci della sostenibilità finanziaria che abbiamo raggiunto con la transizione lenta al contributivo. Adesso dobbiamo mettere al centro l'equità tra generazioni e l'equità sociale, perchè alcuni dei costi della sostenibilità sono stati caricati sui più giovani e sui più deboli. Quindi ben venga una sostenibilità con il ricalcolo contributivo per chi vuole andare prima in pensione per scelta e strumenti di assistenza per chi invece in pensione ci deve andare prima per necessità perchè non ha un lavoro o fa un lavoro particolarmente gravoso". Così Tommaso Nannicini, senatore Pd e presidente della Commissione parlamentare per il controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, intervenendo all'assemblea nazionale di Manageritalia al Senato e rivolgendosi alla platea dei manager collegati. Sull'invecchiamento attivo per Nannicini servono "strumenti sul ripensamento dell'organizzazione per valorizzare le competenze di tutti nei diversi momenti della vita, aiutando imprese e lavoratori ad affrontare questa sfida", conclude.

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