Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Petrolio, allarme rosso. “Le scorte globali si stanno esaurendo”

Petrolio, allarme rosso. “Le scorte globali si stanno esaurendo”

I numeri: 14 milioni di barili al giorno bloccati a Hormuz. Ecco il conto salatissimo da pagare

Petrolio, allarme rosso. “Le scorte globali si stanno esaurendo”

La situazione legata al blocco di Hormuz si fa ogni giorno più preoccupante. L’emergenza petrolio è sotto gli occhi di tutti, dopo tre mesi di guerra tra Usa e Iran e con lo Stretto “in ostaggio”, ecco che i prezzi del greggio hanno subito un rialzo che ormai è arrivato al 50% rispetto a fine febbraio, quando l’incubo è iniziato. Nonostante gli sforzi di tutti i Paesi del mondo e l’impegno a rilasciare parte delle scorte per fronteggiare il problema, la soluzione non è sufficiente per soddisfare il fabbisogno. Ora ai tanti appelli, si aggiunge anche quello dell’autorità più competente in materia, l’Aie (Agenzia internazionale per l’energia).

“A più di dieci settimane dall’inizio della guerra in Medioriente le crescenti perdite di approvvigionamento dallo Stretto di Hormuz stanno esaurendo le scorte globali di petrolio a un ritmo record. Con il traffico di petroliere bloccato a Hormuz – si osserva – le perdite cumulative di offerta da parte dei produttori del Golfo superano già 1 miliardo di barili, con oltre 14 milioni di barili al giorno di petrolio fermati; uno choc di offerta senza precedenti”. Il mercato resterà in deficit anche con la fine della guerra in Iran e sembra probabile continui la volatilità dei prezzi in estate, è la valutazione che l’Aie fornisce nel report.

Il controllo dello Stretto di Hormuz potrebbe generare “importanti” ricadute economiche per l’Iran, raddoppiando i proventi petroliferi, e rafforzarne il peso sulla scena internazionale. Lo ha affermato il portavoce dell’esercito iraniano Mohammad Akraminia. Il blocco della rotta marittima strategica, attraverso cui transita abitualmente circa il 20% dell’offerta mondiale di petrolio, ha scosso i mercati internazionali dall’inizio della guerra in Medio Oriente e ha fornito a Teheran un importante strumento di pressione geopolitica. Gli Stati Uniti mantengono dal canto loro il blocco dei porti iraniani nonostante il fragile cessate il fuoco entrato in vigore l’8 aprile.