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Pensioni, meno di 20 anni di contributi e proroga della Isopensione: le ultime proposte

L’Isopensione consente di uscire dal mondo del lavoro 7 anni prima dei requisiti senza costi per lo Stato

Pensioni, meno di 20 anni di contributi e proroga della Isopensione: le ultime proposte
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Pensioni, proroga dell’Isopensione fino al 2029 e uscita del lavoro con meno di 20 anni di contributi: tutti i possibili interventi del Governo

Il Governo valuta nuova interventi sul sistema pensionistico. La conferma arriva dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, nel Question Time alla Camera in cui ha sottolineato la necessità di introdurre strumenti “che sappiano coniugare flessibilità in uscita, sostenibilità finanziaria e tutela delle persone”.

Come riporta Leggo.it, tra le proposte c’è la possibilità di estendere l’Isopensione, attualmente in scadenza il 31/12/26, fino al 2029. Si tratta di un sistema che consente ai datori di lavoro con più di 15 dipendenti di accompagnare alla pensione alla prima decorrenza utile, mantenendo la continuità di reddito e contributiva fino all’accesso al sostegno per la vecchiaia. In questo modo il lavoratore può lasciare il lavoro fino a 7 anni prima del raggiungimento dei requisiti per la pensione senza costi per lo Stato.

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Il Governo inoltre punta a superare la disparità che si è venuta a creare per chi è interamente nel sistema contributivo. Questi lavoratori possono andare in pensione a 71 anni con almeno 5 anni di contributi, rispetto a coloro che hanno contributi nel sistema retributivo (versati prima del 1996) e una soglia minima di 67 anni d’età e 20 anni di contributi.

“Il ministero del Lavoro sta valutando con Inps – ha spiegato Calderone – le modalità per definire un primo intervento normativo che consenta a una platea di lavoratori e lavoratrici meritevoli di tutela, con contributi anteriori al 1° gennaio 1996, previa rinuncia alle quote di metodo retributivo, di optare per l’accesso alla forma di pensionamento a 71 anni, così come consentito ai lavoratori con contribuzione successiva al 1995”.

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“Resta tuttavia ferma la convinzione del Governo – continua la ministra – che il presupposto essenziale per garantire pensioni adeguate e sostenibili sia rappresentato da carriere lavorative solide, continue e di qualità. In questi anni il mercato del lavoro ha registrato un rafforzamento significativo, con effetti concreti sull’ampliamento della base contributiva, grazie a una strategia fondata su politiche attive del lavoro, incentivi all’occupazione stabile, esoneri contributivi mirati e interventi di sostegno destinati ai territori e ai comparti maggiormente esposti alle fragilità economiche e sociali”.

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