Avvio di seduta pesante per il petrolio sui mercati europei, che ha aggiornato subito i nuovi minimi dall’aprile 2009 con la consegna di riferimento febbraio. Il future sul Wti e’ scivolato nelle prime battute fino a 47,13 dollari/barile (minimo dal 21 aprile 2009), per poi assestarsi a 47,23 dollari (-1,40% sulla vigilia). In sintonia si e’ mosso il Brent che prima si e’ portato al nuovo minimo di 50,22 dollari (minimo dall’8 aprile 2009) e poi e’ risalito a 50,42 (-1,33%). A deprimere i corsi l’eccesso dell’offerta che, dopo l’autonomia energetica raggiunta dagli Stati Uniti, registra ora un aumento della produzione di Russia e Iraq. Senza contare che recentemente l’Opec ha confermato il proprio tetto di produzione, anche davanti al rallentamento della domanda mondiale. A fare da corollario a questo quadro negativo il netto rafforzamento registrato dal dollaro, che rende piu’ onerosa la bolletta energetica dei Paesi acquirenti netti di greggio.
EURO AI MINIMI – L’euro scende ai nuovi minimi da nove anni contro il dollaro, dopo i dati sull’inflazione nell’Eurozona, che scende dello 0,2% a novembre, rafforzando l’aspettativa per l’avvio dell’acquisto di bond da parte della Bce. La moneta europea passa di mano a 1,1862 dollari, dopo un minimo di 1,1846 dollari. Euro/yen a 141,20 e dollaro/yen a 119,08.

