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Eni, nel 2013 previsto dividendo in aumento. Sul piatto 56,8 mld di investimenti

Produzione, dividendo, investimenti. Sono i tre indicatori che cresceranno da qui ai prossimi tre anni, secondo quanto prevede Eni. Proseguirà il programma di buyback. Il Consiglio di amministrazione del gruppo ha approvato i dati 2012, già annunciati nel preconsuntivo del 15 febbraio, e ha rilanciato la strategia 2013-2016: il dividendo previsto per quest’anno è di 1,10 euro per azione. Sul piatto 56,8 miliardi di investimenti

Produzione, dividendo, investimenti. Sono i tre indicatori che cresceranno da qui al 2016 secondo quanto prevede Eni. Il Consiglio di amministrazione del gruppo ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio di esercizio per il 2012. L’utile netto consolidato, si legge in una nota, ammonta a 7,788 miliardi (4,198 mld escludendo il contributo ed i proventi della dismissione Snam considerati tra le discontinued operations). Il Cda ha approvato anche la prosecuzione del programma di buyback. L’utile netto di esercizio ammonta a 9,078 miliardi (6,207 mld esclusi dividendi e plusvalenze relativi a Snam). Tali risultati confermano i dati del preconsuntivo annunciati il 15 febbraio. Il Consiglio ha deliberato di proporre all’Assemblea la distribuzione del dividendo di 1,08 euro per azione, di cui 0,54 già distribuiti nel settembre 2012. Il dividendo a saldo di 0,54 euro per azione 3 sara’ messo in pagamento il 23 maggio con stacco cedola il 20 maggio e record date il 22 maggio.

Il Cda ha approvato “la proposta all’Assemblea ordinaria degli azionisti di attribuire una delega al Consiglio di Amministrazione per dare prosecuzione al programma di acquisto di azioni proprie per un periodo di ulteriori 18 mesi dalla data dell’Assemblea, fino ad un massimo di 363 milioni di azioni, pari a circa il 10% delle azioni costituenti il capitale sociale, per un esborso massimo di 6 miliardi di euro, a un prezzo non inferiore a 1,102 euro per azione e non superiore del 5% rispetto al prezzo di riferimento registrato il giorno di borsa precedente ogni singolo acquisto”. Il limite massimo delle azioni oggetto del programma “si riferisce alle azioni proprie eventualmente acquistate successivamente alla delibera assembleare del 16 luglio 2012. Il riavvio del programma di buyback era stato comunicato al mercato il 30 maggio 2012″.

Eni, nel periodo 2013-2016, punta a “un alto tasso di crescita della produzione di idrocarburi, supportata da eccezionali successi esplorativi”. E’ quanto si legge nella strategy che l’ad Paolo Scaroni sta presentando alla comunita’ finanziaria a Londra.

PRODUZIONE IN CRESCITA – Crescita della produzione di idrocarburi media annua di oltre il 4%. La strategia di crescita di Eni “si fonda su un sviluppo organico, grazie al significativo contributo di aree chiave tra le quali la Russia (Yamal), il mare di Barents, il Kazakstan, il Venezuela, il far est e la regione dell’Africa sub-sahariana”. I progetti che entreranno in produzione nel periodo del piano strategico “aggiungeranno piu’ di 700.000 boe al giorno di produzione entro il 2016: l’80% di questa nuova produzione verra’ da progetti giant, mentre il 40% da ulteriori fasi di sviluppo di giacimenti gia’ in produzione”. Il tasso di crescita della produzione previsto oltre il periodo del Piano sara’ di oltre il 3% annuo fino al 2022, sostenuto da un piano di progetti di sviluppo diversificati e sinergici e da un basso tasso di declino del 4% circa, ottenuto grazie a una gestione dinamica dei giacimenti e a un’intensa attivita’ di ottimizzazione della produzione”.

Le prospettive di crescita strategica di Eni “sono sostenute da una struttura patrimoniale rafforzata, con un indebitamento netto a fine 2012 quasi dimezzato rispetto all’anno precedente, coerente con il nuovo profilo di business piu’ esposto alle attivita’ di exploration and production”. Eni “prevede di mantenere il leverage all’interno di una forchetta tra il 10% e il 30%, usando questa flessibilita’ per assorbire le fluttuazioni temporanee del prezzo del petrolio, dei mercati e dei propri risultati di business”.

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IN AUMENTO IL DIVIDENDO 2013 – Eni intende adottare una nuova politica di remunerazione degli azionisti, che prevede il ricorso “alla distribuzione di un dividendo progressivo e un nuovo programma di buyback”. La sostenibilità di un dividendo progressivo, si legge nel Piano strategico 2013-2016, “è compatibile con lo scenario prezzi previsto nel Piano, una graduale ripresa della domanda di gas europea e fa leva sulla previsione di incremento dei flussi di cassa industriali prevista nell’arco del piano”. Secondo questa policy e le previsioni per il 2013, “il Cda di Eni intende proporre un dividendo di 1,10 euro, con un incremento di circa il 2% rispetto al 2012”. Il programma di buyback “sara’ messo in atto a discrezione del management e solo al verificarsi di alcune condizioni. Queste includono, tra le altre cose, il mantenimento di un leverage ben al di sotto del limite massimo del 30% e una copertura totale degli investimenti e dei dividendi durante il periodo del piano strategico”.

INVESTIMENTI – Nel periodo 2013-2016 Eni ha in programma 56,8 miliardi di euro di investimenti “con un incremento a parità di di cambio euro/dollaro di circa 1,6 miliardi di euro rispetto al piano precedente”. L’incremento, si legge nella strategy, “e’ in gran parte legato alle nuove opportunita’ di crescita E&P, tra cui il Mozambico”. Il piano di investimenti sara’ sostenuto da una forte generazione di cassa, intorno ai 20 miliardi di euro all’anno nel periodo di piano, guidata dall’incremento della produzione E&P, il recupero graduale nelle attività middle e downstream, oltre 10 miliardi di dismissioni, comprese quelle di Galp e Snam e a un riequilibrio del portafoglio E&P”.

SETTORE GAS – Una redditività sostenibile nel settore gas&power perseguita attraverso le rinegoziazione dei contratti di fornitura, la focalizzazione su segmenti remium retail e del Gnl oltre che l’integrazione tra le attivita’ di trading e vendite. Questi gli obiettivi di Eni nel settore G&P contenuti nel piano strategico 2013-2016. “Le prospettive per il mercato del gas, in particolare in Italia, rimangono difficili – si legge nella strategy – soprattutto a causa del contesto macroeconomico che continua a essere debole. Di conseguenza, sul mercato italiano persiste un eccesso di offerta, dovuto anche a una mancanza di capacita’ fisica di esportazione che permetta un flusso verso l’estero dei consistenti volumi di gas acquistati e trasportati in Italia grazie a contratti di fornitura ‘take or pay’”. In tale contesto, Eni “sta rinegoziando la quasi totalita’ del suo portafoglio di contratti di fornitura. Le rinegoziazioni mirano a riallineare i prezzi del gas acquistato a quelli prevalenti sugli hub, puntando inoltre a ottenere una maggiore flessibilita’ sui volumi oggetto dei contratti ‘take or pay’. Sul fronte commerciale, Eni continuera’ a focalizzarsi sui segmenti piu’ solidi come il retail e il Gnl e a sostenere i margini dei segmenti all’ingrosso attraverso l’arricchimento del proprio portafoglio con prodotti sempre piu’ innovativi dotati della flessibilita’ che oggi il mercato richiede. Tutto cio’ e’ favorito all’integrazione di questo segmento con le attivita’ di trading all’interno di una nuova organizzazione. L’ebitda proforma adjusted atteso a fine piano sara’ pari a circa 1,5 miliardi euro.

Il titolo guadagna più del 2% in borsa, sospinto dai dati approvati dal Cda e dalla vendita del 20% dell’Area 4 in Mozambico (4,2 miliardi di dollari dai cinesi di Cnpc).