Seduta negativa per la Borsa valori, con un peggioramento nella seconda parte di giornata dopo la diffusione delle previsioni della Commissione Ue sul rapporto deficit/Pil al 2,9% nel 2019. Il Ftse Mib finale si e’ attestato a quota 19.429 punti, in calo dello 0,57%; All Share -0,71%. In una giornata ricca di trimestrali, si segnala il pesante ribasso di Unicredit (-3,81%) che ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con un utile netto di 2,16 miliardi di euro, in calo del 53,7% rispetto allo stesso periodo del 2017 (+4,7% il risultato rettificato). Negativi anche Intesa Sanpaolo (-1,27%) e Ubi (-1,99%). In netta controtendenza nel settore il titolo Banco Bpm (+2,98%) che beneficia delle ipotesi di smaltimento degli npl senza ricorsi ad aumenti di capitale. Negativi gli energetici a maggior capitalizzazione (Eni -0,38%, Enel -0,56%) con la vistosa eccezione di Snam (+0,50%) in scia al nuovo piano industriale che contempla piu’ profitti e piu’ dividendi. Contrastati tra gli industriali Fca e Ferrari, rispettivamente a +0,36 e -0,30 per cento. Telecom Italia ha chiuso con un rialzo dell’1,35% nel giorno del cda sui conti e con le indiscrezioni di un accordo con Open Fiber per la fibra nelle aree a fallimento di mercato. Debole Mediaset con un -3,64%.
Dopo essere arrivato a 297 punti, lo spread tra Btp italiani e i Bund tedeschi, chiude a 294 punti (in rialzo rispetto all’apertura di stamane a 291 punti). Il tasso del rendimento si posiziona al 3,402%.
