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Economia

 
 

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E' il settimo calo congiunturale consecutivo del Pil. Un filotto negativo che non era mai accaduto da quando l'Istat ha creato le serie storiche e che allinea la variazione acquisita per quest'anno (-1,5%) alle stime sulla crescita negativa del nostro Paese nel 2013 prodotte dall'Ocse e del Fmi. Peggiori di quelle del governo (-1,3%).

L'Istat, infatti, ha comunicato che nel primo trimestre del 2013, il Pil italiano ha segnato una contrazione dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti e del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Un calo più forte del timido -0,2% della Francia, ma che fa entrare ufficialmente anche Parigi in recessione e dello stallo che si registra in Germania dove l'economia tedesca è rimbalzata con un più timido 0,1% (dal -0,6% dell'ultimo trimestre 2012), un dato però inferiore alle attese degli analisti (+0,3%). Numeri che certificano come l'Eurozona sia bloccata dalla morsa dell'austerity (Pil -0,2% mentre -0,1% nell'Europa a 27) e che sicuramente il premier italiano Enrico Letta e quello francese Francois Hollande porteranno sul tavolo del prossimo Consiglio europeo in programma il 27 e il 28 giugno per convincere la Germania a cambiare la politica europea nel senso di una maggiore attenzione alla crescita e meno al rigore.

Intanto, i mercati valutari reagiscono immediatamente, con il cambio euro/dollaro che ha rotto al ribasso la soglia piscologica a 1,29, scambiando ora a 1,2897. "Il Pil tedesco e quello francese uscito al di sotto delle attese ha contribuito ad acuire il ribasso che ora è direzionato verso gli importanti supporti in area 1,2880", spiegano gli esperti di Fxcm secondo cui 1,2930 è un importante livello di resistenza che, solo se violato, potrebbe far riapprezzare l’1,2965 prima e l’1,30 poi. Sotto 1,2880 sono 1,2860 e 1,2840 i primi livelli tecnici di rilievo.

 

Saccomanni

Nella sua nota congiunturale, l'istituto di statistica spega che  "il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell'industria e dei servizi e di un aumento nel settore dell'agricoltura", con "il primo trimestre del 2013 che ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al primo trimestre del 2012".

Allargando lo sguardo e confrontando i dati (con il trimestre precedente) dell'Eurozona con quelli di altre aree economche, emerge che negli Stati Uniti il Pil è aumentato dello 0,6% e dello 0,3% nel Regno Unito. Crescita che in termini tendenziali è dell'1,8% oltre Oceano e dello 0,6% oltre Manica. In attesa di schiarite sul fronte della politica europea, nel weekend i banchieri della Banca Europea degli Investimenti (Bei) hanno fornito una road map per ritrovare il sentiero della crescita, in cui le piccole e medie imprese rivestono un ruolo fondamentale. A tal fine, la Bei, insieme alla Commissione Ue e alla Bce, sta studiando iniziative che consentano un maggiore utilizzo di fondi per il finanziamento delle Pmi del Vecchio Continente.

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