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Allarme lavoro in Italia, almeno fino al 2014. L'Europa vede nero per il 2013 e rivede le stime su crescita e disoccupazione nella zona euro, alla luce della recessione che, spiegano i tecnici di Bruxelles, durerà anche quest'anno. C'è di più, però e qui arrivano le note dolenti che smorzano gli entusiasmi di inizio anno mentre le Borse riprendevano a galoppare e i capitali a riaffluire nel Vecchio Continente: se a fine 2012, Bruxelles stimava infatti che la ripresa avrebbe dovuto fare capolino nella seconda metà dell'anno, ora al contrario, dice la Commissione Ue, bisognerà aspettare dicembre e la disoccupazione continuerà a crescere soprattutto in Italia dove nel 2014 arriverà fino al 12%.
 
A pesare sulla congiuntura negativa sono il calo degli investimenti anche per le stretta creditizia nel settore privato e la discesa dei  consumi per gli stipendi sempre più bassi. L'unica stampella della crescita resta "la domanda estera extra-Ue che continuerà a sostenere le esportazioni". Il Pil italiano calerà, quindi, dell'1% anziché dello 0,5% previsto a novembre. La ripresa (+0,8%) arriverà solo  nel 2014, quando "l'incertezza sarà ridotta", mentre nel resto dell'Eurozona il Pil nel 2013 non andrà oltre lo -0,3% (+0,1% a novembre), mentre tornerà  positivo nel 2014 con +1,4%. Le stime di novembre, che davano un +0,1% per il 2013, sono state quindi riviste al ribasso. Il prolungamento della recessione nel 2013 è favorito, spiega la Commissione, dall'effetto negativo di trascinamento derivante dalla contrazione del Pil pari a -2,2% registrata lo scorso anno.

operai terni

La Commissione Ue conferma però per il 2013 il pareggio strutturale del bilancio pubblico dell'Italia. Quest'anno il rapporto Deficit/Pil strutturale (aggiustato per gli effetti del ciclo, come definito nel Fiscal Compact e nel Patto di Stabilità) scenderà a -0,1% da -1,4% del 2012. Un risultato, spiega Bruxelles, dovuto agli aggiustamenti strutturali del bilancio pari a 3,5% del Pil.

L'avanzo primario di bilancio pubblico (entrate meno uscite, al netto della spesa per interessi sul debito pubblico), "dovrebbe raggiungere il 5% del Pil nel 2013, per poi diminuire marginalmente nel 2014", scrive Bruxelles. Il Deficit/Pil strutturale salirà poi a -0,5% nel 2014. Migliorerà anche il rapporto Deficit/Pil, al lordo degli effetti del ciclo: per il 2012 è stimato in calo a -2,9% da -3,9% del 2011 grazie all'avanzo primario pari al 2,6% del Pil. Poi scenderà ancora nel 2013 collocandosi a -2,1%, rimanendo sullo stesso livello anche nel 2014.

Per quanto riguarda la situazione del mercato del lavoro, la ripresa arriverà ancora più in là, visto che il settore occupazione è l'ultimo a registrare i cambiamenti della cinghia di trasmissione che dai mercati finanziari arriva fino all'economia reale. "Nel 2013 - dice l'Unione Europea -, sulla base della nuova contrazione dell'economia, la disoccupazione in italia aumenterà  di un altro punto": dal 10,6% del 2012 sale a 11,6% e nel 2014 toccherà il 12%. nel resto dell'eurozona raggiungerà il 12,2% quest'anno e nel 2014 resterà  al 12,1%, contro le precedenti stime a 11,8% e 11,7%.

 

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