Pirelli, ecco quali investitori sono rimasti “scontenti” sui compensi
Il gruppo cinese Sinochem, primo azionista di Pirelli con il 34,1%, ha bocciato il bilancio del 2025 del gruppo degli pneumatici di cui Marco Tronchetti Provera è tornato presidente esecutivo e ha invece approvato i compensi fissi e i bonus per il 2025 e l’anno in corso al consiglio d’amministrazione di Pirelli, al collegio sindacale e ai top manager.
Ma una lettura attenta del verbale dell’assemblea dei soci del gruppo della Bicocca, svoltasi lo scorso 25 giugno, rileva che, cinesi a parte, è stato molto forte lo scontento degli investitori istituzionali proprio sul tema dei compensi ed evidentemente non sono piaciuti, fra l’altro, gli oltre 13,2 milioni di euro tra fisso (2,4 milioni) e bonus (10,5 milioni) che lo stesso Tronchetti Provera ha incassato nel 2025. Andiamo con ordine. Il punto sui compensi era quello 6 all’ordine del giorno dell’assemblea ed era a sua volta diviso fra due punti che sono stati approvati, rispettivamente, dal 92% e 82,5% delle azioni ordinarie presenti espressione rispettivamente di 434 e 137 soci.
Ma per il punto 6,2 è stata molto più folta la platea dei contrari, i rappresentanti appunto dei fondi pari a 414 che hanno espresso dissenso per il 15,8% delle azioni presenti. Fra i contrati i fondi esteri Allianz, Amundi, Aviva, Blackrock, Bnp Paribas, Fidelity, Franklin Templeton, Ing, Legal and General, Jp Morgan, Russell e Ubs e gli italiani Azimut e Etica sgr e Generali. Il socio contrario più “pesante” con quasi 20 milioni di azioni Pirelli è stata la francese Caisse des Depots et Consignations, l’equivalente transalpino della nostra Cdp.

