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Economia
PopBari, il piano in due tempi. Prima il Fidt, poi il Mediocredito
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"Più doveroso che il governo intervenga per garantire la piena tutela dei risparmiatori, che non corrono alcun rischio, e del tessuto imprenditoriale sostenuto dalla Banca Popolare di Bari. Peraltro il piano che ho illustrato venerdì al Consiglio dei Ministri presenta caratteri molto innovativi e positivi". A dirlo, in un'intervista al Messaggero, è il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, sul caso della Popolare di Bari.

"A sostegno della solidità dell'istituto barese - spiega Gualtieri - vi sarà l'intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi, che in passato la Commissione europea aveva discutibilmente impedito per vicende analoghe e che invece, come ha riconosciuto la Corte di giustizia dell'Ue, non può essere considerato come un aiuto di Stato perché le sue risorse sono interamente apportate dal sistema bancario privato. In secondo luogo - prosegue - il potenziamento delle capacità patrimoniali del Mediocredito Centrale, che il governo vuole rendere una vera banca pubblica di investimento, consentirà di concorrere al rilancio della Banca Popolare di Bari nel quadro di un più ampio disegno che punta a sostenere lo sviluppo del sistema del credito del Sud, che richiede la presenza di intermediari finanziari focalizzati sul territorio, a sostegno delle famiglie e capaci di favorire la crescita delle imprese meridionali".

Gualtieri difende quindi la manovra: "Esce dal Parlamento non solo confermata, ma anche rafforzata nell'impianto che il governo le aveva dato: una manovra per i lavoratori e le famiglie, che guarda all' equità, allo sviluppo e all'ambiente". "Abbiamo grandi ambizioni riformatrici - spiega poi - Stiamo già impostando il lavoro che partirà da gennaio. Uno dei primi cantieri sarà quello della riforma fiscale. Vogliamo rendere il sistema più equo e ridurre la pressione fiscale a partire dai redditi medi e bassi, salvaguardando al tempo stesso il principio della progressività delle imposte, un primo passo sarà la riduzione della pressione fiscale sul lavoro. Darà benefici ad una fascia di lavoratori che andrà oltre la platea che ha già beneficiato degli 80 euro, l'idea è di partire a luglio. La platea dei beneficiari sarà definita dopo un dialogo con le parti sociali".

"Il secondo grande cantiere riguarderà gli investimenti, per mobilitare le ingenti risorse disponibili e quelle aggiuntive che abbiamo stanziato con la manovra. Uno dei principali problemi dell' Italia è la scarsa capacità di spesa delle risorse disponibili", conclude il ministro. Intanto, il capo politico del M5S Luigi Di Maio mette sul bancone degli imputati per la crisi barese anche la Banca d'Italia. "Aspettiamo risposte. Evidentemente c’è un problema, visti i casi. Servono di sicuro norme più stringenti", ha risposto il grillino in un'intervista al Corriere della Sera alla domanda su eventuali provvedimenti allo studio contro l'autorità nazionale di Vigilanza. 

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    banca popolare di barifamiglia jacobiniroberto gualtierifidtmediocredito centrale
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