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Economia
Euro sempre più mini: ecco come investire

Il vigore della ripresa negli Stati Uniti ha favorito il dollaro. Reazione automatica: l'euro è stato colto da una forte debolezza. Scendendo venerdì scorso a quota 1,25, la moneta unica ha toccato il livello più basso dalla fine di agosto 2012. La crescita del Pil Usa nel terzo trimestre, pubblicata giovedi 30 ottobre, al 3,5%, ha infatti mostrato che l'analisi della Fed sulla forza della ripresa a stelle e strisce era esatta.

Mercoledì scorso la banca centrale degli Stati Uniti, come previsto, ha chiuso il suo programma di sostegno monetario, l'ormai famoso "quantitative easing" o "QE". La Fed ha inoltre mantenuto i tassi di riferimento invariati, prossimi allo zero, così come sono stati fissati a fine 2008. Non solo. L'istituto ha anche detto che potrebbe alzarli prima del previsto se la ripresa di inflazione e occupazione dovesse accelerare. Ovviamente l'aumento dei tassi d'interesse rende il dollaro più redditizio, cosa che ha stimolato immediatamente la domanda sul mercato dei cambi.

Dall'altra parte dell'Oceano, la Banca centrale europea ha annunciato il lancio nel mese di novembre del suo attuale programma di acquisto di titoli ABS, una delle principali misure volute da Mario Draghi per cercare di razionalizzare il credito nella zona euro e rilanciare l'economia. Continuando a inondare il Vecchio Continente di liquidità, il Qe in salsa europea indebolirà ancora l'euro.

Come investire allora con il mini-euro che si prospetta scenderà ancora?

Quanto alle azioni, il ragionamento è semplice anche se non esente da rischi. Innanzitutto può essere buona cosa puntare su Wall Street, dove non c'è bisogno di coprire il rischio cambi. Tornando all'Europa, invece, è il momento di puntare su tutte le aziende export-centriche, che grazie a Draghi diventeranno molto competitive sui mercati internazionali.

Più articolato il ragionamento sulle obbligazioni. La debolezza della moneta unica rende i bond dei Paesi del Vecchio Continete (fatta eccezione per quelli tedeschi) troppo vulnerabili a causa delle fluttuazioni del prezzo. Meglio allora puntare sui titoli di Stato denominati in altyre valute, dal dollaro alla sterlina, passando per i franchi svizzeri. Certo, non aspettatevi dei rendimenti importanti.

Infine l'oro. Al netto di ciò che deciderà la Svizzera il 30 novembre (il referendum potrbbe completamente cambiare le carte in tavola), il metallo giallo si tratta in dollari. Comprarlo ora, quando si prevede che l'euro scenderà ancora, potrebbe essere un buon affare. Che potrebbe inoltre dare soddisfazioni inaspettate se la situazione internazionale dovesse portare a nuove tensioni.

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