Tengono le vendite di Prada nonostante la frenata del retail europeo. Il gruppo ha registrato nel primo semestre del 2014, iniziato a febbraio, ricavi per 1,75 miliardi di euro, in lieve progresso rispetto allo stesso periodo del 2013 (+1%).
Il semestre – spiega il gruppo di moda – e’ stato condizionato dall’andamento sfavorevole delle valute, dal momento che a parita’ di cambi la crescita sarebbe stata del 4%. Il contesto politico e macroeconomico del semestre e’ stato “piu’ complesso del previsto”, commenta Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada.
“Con l’approvazione dei risultati completi relativi al primo semestre 2014 il cda – prosegue – alla luce dei risultati ottenuti nei primi sei mesi dell’anno e di una maggior visibilita’ per i mesi a venire, aggiornera’ la guidance per l’intero esercizio“.
A livello geografico, ricavi in lieve flessione rispetto all’anno precedente in Europa, -1% sia a cambi costanti che correnti, ancora penalizzati principalmente dal calo dei flussi turistici, oltre che dalla generale congiuntura negativa che influenza il consumo domestico.
I risultati migliori sono stati raggiunti in Medio Oriente, dove le vendite sono cresciute del 16% (+21% a cambi costanti), e in Giappone (+10% a cambi correnti e +19% a cambi costanti). Nel complesso, calano del 2% i ricavi nell’area Asia Pacifico, con risultati deboli in Corea, Hong Kong e Singapore a fronte di un’accelerazione della Cina; nelle Americhe, la crescita delle vendite e’ dell’8% (+14% a parita’ di cambi).
Sul fronte marchi, bene Church’s (+14%) e Miu Miu (+3%); positivi anche i trend del marchio Prada (+1%) e di Car Shoe (+2%).
Il gruppo Prada, che e’ quotato alla Borsa di Hong Kong, ha presentato oggi i dati preliminari di vendita; la semestrale completa sara’ approvata dal cda il 19 settembre.

