Prestiti alle imprese calati del 22% in 10 anni, ma cresciuti alle famiglie. I dati di Verum Partners
Negli ultimi 10 anni i prestiti concessi in Italia dalle banche alle imprese si sono ridotti del 22%, scendendo da 791,8 miliardi di euro al 30 giugno 2016 a 618,6 miliardi di euro a fine giugno 2026. Negli ultimi 36 mesi, però, c’è stata una leggera risalita (+3%), dopo il minimo toccato a fine 2024 (598,9 miliardi di euro). È quanto emerge da una ricerca di Verum Partners, gruppo che offre consulenza e servizi a piccole e medie imprese e startup. Nell’ultimo decennio – segnala lo studio – sono invece cresciuti di quasi il 20% i finanziamenti concessi dalle banche alle famiglie, passati da 521,9 miliardi di euro a 623,3 miliardi, che hanno superato così stabilmente i prestiti alle imprese.
I prestiti alle imprese sono diventati più selettivi per diversi motivi, sottolinea l’indagine di Verum Partners: i criteri più stringenti imposti alle banche da norme nazionali per garantire stabilità al sistema e la concentrazione nel settore bancario. C’è poi la struttura del tessuto produttivo, con prevalenza di piccole e medie imprese poco capitalizzate. Si è invece allargata la platea delle imprese attive, che conta oggi oltre 5 milioni di unità, con un saldo di +56.000 nel 2025.
“Oggi non basta più chiedere credito, bisogna dimostrare di essere finanziabili”, spiega Francesco Tancredi, alla guida di Ethesya, società di mediazione creditizia del gruppo Verum Partners. “Bisogna conoscere i criteri di valutazione del merito creditizio adottati della banca, preparare un dossier completo e coerente. E, soprattutto, saper presentare le prospettive future e la capacità di generare cassa, sostenere il debito e mantenere un equilibrio finanziario”.
“Per questo”, aggiunge Tancredi, “è utile l’assistenza di un mediatore creditizio vigilato, che aiuta l’impresa a presentare un progetto chiaro, numeri credibili e una visione del futuro che consenta alla banca di comprendere perché quell’azienda merita di essere finanziata”.



