A- A+
Economia
Presto in Italia sarà più facile fare ricerca. In arrivo i decreti sul credito d'imposta R&S

di Alessandro Sannini

C’è grande attesa intorno all’uscita del decreto attuativo del credito d’imposta R&S 2015 previsto dalla legge di stabilità. Dai corridoi del Mise si sa che sono in attesa del testo di legge per la concertazione con il MEF. Dovrebbe, a logica dover essere pronto nella prossima decina di giorni. Il testo attuativo dovrebbe prevedere l’abolizione del limite di fatturato che di fatto lo rende fruibile anche alla media impresa italiana. Il punto di contatto con i minibond è concettuale e pratico. Uno degli aspetti critici dei minibond all’italiana è che spesso non sono stati usati per finanziare lo sviluppo bensì per fare operazioni di re-financing sull’esistente.

La seconda criticità è che spesso i documenti d’ammissione e i business plan non chiariscono proprio bene l’utilizzo e la strategia d’investimento per questa nuova finanza di mercato. Il credito d’imposta prevede la creazione di un progetto di ricerca di un certo livello che vada a giustificarlo. La ricerca ed ovviamente lo sviluppo sono ciò che può rendere interessante una PMI per investitori nazionali ed internazionali. Ed ecco il perché di questa alchimia. Aggiungiamo poi alcuni vantaggi pratici, ad esempio la cumulabilità di incentivi fiscali, visto che il Credito d’Imposta R&S è cumulabili con altri. Il credito d’imposta va ad incentivare al 50% quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con apposito DM, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro (al netto dell’IVA) ed inoltre l’acquisizione di competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne.

Tutto questo è straordinariamente interessante per una questione. Pensando al taglio minimo del minibond per il mercato internazionale (tra i 5 e 10 milioni di euro) è possibile dare utilizzando i due strumenti insieme un certo supporto al rapporto Ricerca e PMI che in Italia è difficile e spesso carente. Potrebbe risultare un ottimo risultato politico, quello che un qualcosa offerto dallo stato e dall’Agenzia delle Entrate possa essere in qualche modo un incentivo vero verso i mercati di capitale, che faccia superare quel tipico assistenzialismo poco meritocratico delle agevolazioni e degli incentivi statali. In sostanza sarebbe estremamente bello vedere che aziende d’eccellenza dei settori dove per core-business si è obbligati a fare ricerca possano fregiarsi di un emissione di bond di successo incentivata per ben due volte ( fino a € 5 milioni con il credito d’imposta) potendo contare su uno o più progetti di ricerca incentivati che fanno parte di una strategia di sviluppo industriale e finanziaria che piace anche agli investitori che andranno a sottoscriverlo. Parlo quindi di aziende ovviamente del mondo dell’IT, della Meccatronica, della Moda, del Medicale….

Insomma tutte quelle realtà dove accanto alle acquisizioni e ad attività finanziarie, c’è un lavoro interno di ricerca base e applicata che poi deve diventare commerciale. Associare questa cosa ad un bond permette sostanzialmente di finanziare questi processi intrisi di innovation&growth con canali alternativi al mondo bancario. Perché, è cruda la realtà, ma la ricerca ha dei costi ed in molti casi possono essere molto elevati. E senza ricerca e sviluppo le nostre Piccole Medie Imprese perdono competività, visto che siamo sempre il fanalino di coda con paesi europei ed extraeuropei che hanno magari un miglior rapporto Università/Impresa. Per ora aspettiamo tutti fiduciosi, l’uscita del decreto attuativo dopo una bella concertazione tra ministeri sperando che il Pony Express tra Via XX Settembre e Via Veneto a Roma non si perda nel traffico smarrendo il prezioso plico contenente i documenti impazienti di poter unire il finanziamento attraverso minibond a Credito d’imposta R&S per sostenere e supportare le nostre PMI eccellenti nella competizione mondiale per diventare world class.

Iscriviti alla newsletter
Tags:
minibondimpreseinvestimenti
i più visti
in evidenza
La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

Corporate - Il giornale delle imprese

La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia


casa, immobiliare
motori
Mercedes, approvato piano al 2026 con investimenti da 60 MLD

Mercedes, approvato piano al 2026 con investimenti da 60 MLD

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.