Giovanni Mogna
Sessanta brevetti per altrettanti prodotti probiotici, ovvero contenenti fermenti vivi, purificati, “tipizzati”, cioè destinati a specifici interventi per il benessere del nostro organismo. Sessanta brevetti in altrettanti anni di attività. Si tratta di un record assoluto ed è un primato internazionale che premia il made in Italy in questo settore. A conseguirlo è la Probiotical di Novara, leader mondiale nel know how per la produzione di probiotici.
La Probiotical nasce nel 1985 dal Laboratorio Microbiologico Alce, da più di 60 anni leader italiano nella produzione di fermenti lattici per l’industria lattiero-casearia. Oggi Probiotical costituisce una realtà unica nel suo settore, in quanto primo stabilimento al mondo concepito e realizzato esclusivamente per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di microrganismi probiotici.
Su una superficie totale di circa 9.000 mq, con 150 dipendenti, si sviluppano: 1.200 mq di laboratori di ricerca realizzati totalmente in clean room, si tratta quindi di un blocco di area sterile, ove operano 15 ricercatori; aree produttive di fermentazione, crioprotezione, liofilizzazione, granulazione, miscelazione e confezionamento dei probiotici; laboratori di quality control, per analisi sul prodotto e certificazione di ogni lotto; una struttura autonoma di “assicurazione qualità”, che valida e garantisce la qualità dei processi; un centro congressi a finalità di divulgazione scientifica e presentazione prodotti. In osservanza delle linee guida del sistema GMP (Good Manufacturing Practice), Probiotical è autorizzata dal Ministero della Salute a produrre: principi attivi e integratori alimentari; dispositivi medici; sostanze ad attività probiotica farmacologicamente attive.
Probiotical da sempre è partner ideale per aziende dell’area farmaceutica che intendano commercializzare prodotti altamente innovativi a base di probiotici.
E da oggi Probiotical, realtà unica al mondo, vanta il deposito di più di 60 brevetti innovativi nell’ambito dei batteri probiotici.
“Ciò che ci caratterizza – spiega il presidente Giovanni Mogna – è la costante ricerca mirata a selezionare microrganismi individuati per un specifico intervento benefico. Non ci piacciono i cocktail che talora vengono proposti all’insegna del ‘tanto qualcosa faranno’, un’approssimazione che denota scarsa attenzione e che può essere meno efficace per chi assume prodotti così realizzati. Inoltre ci tengo a sottolineare che la nostra azienda investe il 10% delle risorse nella ricerca, contro una media nazionale dell’1,6% e una media europea del 2,5%. Questo è il nostro valore aggiunto”.
Probiotical opera nell’ambito della più completa sostenibilità: ogni passaggio della produzione avviene nel totale rispetto dell’ambiente, della responsabilità sociale d’impresa, della assoluta trasparenza nei confronti di ogni interlocutore, fornitore, cliente, ente pubblico.
E ora si accinge a varare un nuovo prodotto… Sarà il sessantunesimo brevetto.
