
Altra uscita pesante da Rcs. Dopo Paolo Merloni anche il numero uno di Bpm, Andrea Bonomi, ha presentato le sue dimissioni dal consiglio di amministrazione di via Rizzoli.
Secondo la versione ufficiale, dietro l’addio al board, in cui Bonomi siede dalla scorsa primavere, ci sono motivi professionali e la volontà di evitare una posizione di conflitto d’interesse tra le posizioni della banca (uno degli istituti maggiormente esposti nei confronti del gruppo editoriale) e quelle di Rcs.
In realtà, la scelta del manager sarebbe in linea con quella dell’altro consigliere uscente. Nel mirino c’è infatti la contrarietà alle scelte della società sul piano di rilancio e soprattutto sull’aumento di capitale da 400 milioni.
Il presidente di Popolare di Milano aveva già chiarito che non avrebbe partecipato alla ricapitalizzazione. “Non vogliamo avere conflitti. Mi sembrerebbe sbagliato impegnarmi in una situazione che potrebbe essere strumentalizzata”, aveva spiegato.
Bonomi è anche a capo del fondo Investindustrial, che secondo indiscrezioni sarebbe pronto a rilevare una quota importante di Rcs post-ristrutturazione. Sull’argomento il manager ha tentato di smentire le voci (“Non c’è assolutamente niente in questo momento”) lasciandi però aperto uno spiraglio: “Mai dire mai”.
