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Rcs/ CorSera più caro per lo sviluppo. La recessione frena ancora i ricavi

RCS

“Rcs aumenterà da lunedì prossimo il prezzo del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport a 1,3 euro per supportare lo sviluppo dei quotidiani”. L’amministratore delegato del gruppo editoriale, Pietro Scott Jovane spiega così in conference call agli analisti finanziari la scelta di Rcs di aumentare il prezzo di copertina dei due quotidiani più letti d’Italia. “Ricavi aggiuntivi” che andranno a sopperire a un andamento del fatturato “al momento leggermente al di sotto degli obiettivi a causa del contesto molto difficile“.

Il consiglio di amministrazione di Via Rizzoli ha licenziato infatti ieri una semestrale che ha registrato ricavi netti consolidati pari a 647,9 milioni, in calo rispetto ai 756,3 dello stesso periodo 2012 e una perdita netta di 125,4 milioni, nettamente ridotta però rispetto ai -427 milioni del periodo di riferimento di un anno fa.

Scott Jovane si è detto però fiducioso sulle prospettive finanziarie del gruppo, spiegando che la possibilità che Rcs proceda a un secondo aumento di capitale, dopo quello appena concluso, “è sempre più lontana“.  “Diventiamo gradualmente più fiduciosi sulla nostra capacità di effettuare le cessioni di asset annunciate – ha sottolineato – e nei primi sei mesi dell’anno le cose sono andate come ci aspettavamo”.

Dopo Dada, la vendita più importante sul piatto è quella della sede della Gazzetta dello Sport, immobile situato in via San Marco, cessione per cui secondo alcune indiscrezioni sono arrivate quattro offerte e che avverrà “prima della fine dell’anno”. Il valore di mercato dell’immobile, che non include invece la sede storica del Corriere della Sera in Via Solferino, è di circa 150 milioni di euro, ma sarebbe poi stato rivisto al ribasso. Le manifestazioni d’interesse arrivate, non sono molto distanti si attestano tra i 110 e i 120 milioni. Tra gli interessati al dossier ci sarebbero il gruppo Hines, il fondo Blackstone e la ex Pirelli Re, oggi Prelios, in passato già proprietaria degli immobili del gruppo editoriale.

Tornando sugli aspetti finanziari del gruppo, Jovane ha fatto notare agli analisti che dopo la chiusura dell’aumento di capitale da 410 milioni di euro e con la cessione di Dada, che sarà completata in agosto, la posizione finanziaria netta di Rcs “è sostanzialmente dimezzata” rispetto al dato al 30 giugno, quando era negativa per 956,7 milioni di euro. “La posizione finanziaria netta ‘pro forma’ è negativa per circa 500 milioni di euro”, ha indicato infatti l’amministratore delegato.

“L’aumento di capitale e il rifinanziamento del debito – ha proseguito – danno al gruppo la flessibilità e la capacitàdi reagire in un contesto difficile”. “Ci stiamo muovendo in linea con il nostro piano e abbiamo avviato iniziative strategiche in tutti i settori”, ha sottolineato ancora Jovane. “Stiamo lavorando duro – ha proseguito – e continueremo ad aumentare i nostri progetti per ridurre i costi. Per quanto riguarda i dati di Rcs al 30 giugno, il margine operativo lordo, negativo per 104,9 milioni di euro, “è in linea con i target di piano” mentre il dato sui ricavi, pari a 647,9 milioni di euro, e’ “leggermente al di sotto degli obiettivi a causa del contesto molto difficile”. Dopo l’aumento di capitale il flottante di Rcs e’ salito al 20%, “piu’ che raddoppiato” rispetto a prima: “L’aumento di capitale ha avuto un risultato eccellente. Stiamo andando nella direzione di diventare una normale società quotata”, ha commentato il direttore finanziario di Rcs, Riccardo Taranto.