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Guerra Rcs, Elkann: “Tod’s nana”. Della Valle offre uno stage a Yaki

John Elkann intima al patron di Tod’s di tacere perché alla guida di un’azienda “nana” che “in borsa ha perso il 20%”. La replica di Della Valle: “Gli Agnelli sono scappati, non meritano rispetto”

Scambio di cortesie tra Diego Della Valle e John Elkann. Al patron di Tod’s non sono piaciute le ultime manovre dell’azionista di maggioranza in Rcs. Il rampollo di casa Agnelli ha invitato l’imprenditore marchigiano a guardare alla sua azienda, in calo a Piazza Affari da inizio anno. Della Valle ha incassato e reagito: “Gli Agnelli non meritano rispetto perché sono scappati dall’Italia”.

“Nelle mie prese di posizione sulla Fiat e gli Agnelli – continua – non c’e’ nulla di personale. Le mie sono critiche rivolte a una famiglia che ha avuto e preso tutto quello che ha voluto dall’Italia e dagli italiani negli ultimi decenni e nel momento del bisogno con un Paese che vive una situazione drammatica, invece di essere pronta a dare il massimo appoggio, e’ scappata nella penombra per sistemare al meglio i propri affari personali”.

“Yaki – afferma Della Valle usando il nomignolo da ragazzo di Elkann – tratta un argomento che non conosce, quello del mondo del lavoro e delle imprese che vanno bene, dicendo alcune fesserie”. Tod’s è un’azienda che “realizza prodotti ottimi, con una situazione finanziaria solidissima, che non ha mai fatto cassa integrazione e con clienti e azionisti soddisfatti; lo invito a visitarla, potrebbe anche rimanere per uno stage“.

Dopo alcuni settimane di carsismo lo scontro riemerge. Della Valle non ha digerito la vendita di Via Solferino. E aveva accusato: la gestione attuale di essere troppo legata a Fiat e Intesa Sanpaolo, in particolare al presidente del consiglio di sorveglianza, Giovanni Bazoli. 

Mr Tod’s ha paventato un’azione di responsabilità. Non è la prima volta. Stavolta sarà quella buona o si tratta di una minaccia? Della Valle potrebbe usare quest’arma per cercare un compromesso con i soci Urbano Cairo e Mediobanca e affidare la gestione di Rcs a un editore puro.

In altre occasioni, Elkann era passato oltre. Questa volta invece la risposta c’è stata. Piccata. “Non posso pensare che Della Valle abbia delle preoccupazioni da parte di Rcs, penso che la Tod’s lo preoccupi. La Tod’s va male, quest’ anno è giù del 20% da inizio anno, rispetto ai suoi concorrenti, Prada, Armani, Lvmh, Keringe, è un nano, un’azienda di dimensioni piccole e, soprattutto, rispetto agli altri non si puo’ dire che sta andando molto bene”.

Della Valle “nano” in confronto al gigante Fiat. Elkann riprende una famosa battuta di Sergio Marchionne che, snobbando “lo scarparo”, aveva detto di “non parlare con chi fa borse” perché “con quanto lui investe in un anno in ricerca e sviluppo la Fiat non ci fa neanche un parafango”. 

Complice la performance di borsa, che dall’aumento di capitale vede Rcs in crescita del 25%, Elkann fa la voce grossa. Ma non spicca certo in eleganza: nessuna risposta sul merito della gestione, ma una replica che pungola Della Valle sui suoi problemi “familiari”. Un segno di insofferenza. E degli attriti che ancora animano Rcs.