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Ancora in evoluzione il fronte Rcs, in attesa del consiglio di amministrazione di domani e dell'assemblea di dopodomani in cui il gruppo editoriale dovrà varare  i termini del rafforzamento patrimoniale ed approvarlo.

Rcs e le banche creditrici Intesa, UniCredit, Mps, Bnl e Bpm hanno ormai raggiunto un'intesa di massima per il miglioramento delle condizioni dei finanziamenti (costo del debito e abbassamento delle soglie di rimborso di circa 590 milioni complessivi), ma la firma dell'accordo non arriverà prima di domani, a ridosso della riunione del board in agenda alle 17. Nei giorni scorsi, Via Rizzoli aveva confermato di avere chiesto a tutte le banche la revisione di "alcuni termini e condizioni economiche" previsti nell'intesa sul debito siglata il 15 aprile.

Giovedì 30 sarà invece il giorno dell'assemblea dei soci, chiamati ad approvare l'aumento di capitale da 600 milioni di euro, di cui una  prima tranche dovrebbe essere realizzata tra giugno e luglio. Fonti bancarie hanno confermato ad Affaritaliani.it quanto circolato nelle ultime ore e cioè un accordo su un abbassamento della garanzia minima di ricapitalizzazione dagli iniziali 400 a 380 milioni.

Mario Greco 500

Mentre rimane ancora l'incognita fuori-patto ( che vincola il 58% circa del capitale) di Giuseppe Rotelli (16,6%), in ambienti finanziari viene dato invece per certo il voto favorevole all'operazione da parte Generali, ma il Leone non sottoscriverà la ricapitalizzazione per la propria quota (3,9%), diluendosi e offrendo in prelazione agli altri soci pattisti i propri diritti di sottoscrizione. Diritti che costerebbero cari, dato il forte sconto (si parla di un 80%) con cui dovrebbe essere varato l'aumento. 

Anche se ha sempre rimarcato la distanza del business assicurativo da quello editoriale, per ragioni di buon vicinato, quindi, da una parte l'amministratore delegato della compagnia assicurativa, Mario Greco, darà il suo contributo per non far naufragare il rafforzamento patrimoniale di Rcs, a cui invece sono contrari Della Valle (8,695%), i Benetton (5,1%) e Merloni (2%), contribuendo così a non far crescere l'incertezza sulla realizzazione del piano di Scott Jovane e il numero delle adesioni al fronte del no. Dall'altra, però, farà cassa con i diritti per recuperare un po' di soldi sulla minusvalenza della propria partecipazione azionaria.

Intanto, come Rotelli, anche Italmobiliare, che possiede il 7,4% all'interno dell'accordo di blocco, non ha sciolto le riserve (il numero uno della finanziaria, Giampiero Pesenti, ha lasciato nelle scorse settimane la presidenza del patto dopo nove anni e ieri non ha partecipato alla riunione dei grandi soci).

A Piazza Affari, Rcs ha chiuso la seduta con il segno negativo, cedendo il 3,2% a 0,71 euro per azione. Una giornata in altalena per il titolo del gruppo editoriale, arrivato a sfiorare il +5% in mattinata prima di scendere sul finale. Tre volte oltre la media il volume degli scambi, con 4,1 milioni di pezzi passati di mano, pari a circa lo 0,5% del capitale sociale. Insomma, un titolo, sotto osservazione in attesa della ricapitalizzazione, che nell'ultima settimana ha giocoforza toccato i minimi da circa un anno.

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