
@andreadeugeni
La fuoriuscita di giornalisti al Corriere della Sera si ferma a quota 70 senza arrivare a 110 su 335, come invece inizialmente preventivato: Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Rcs, mette a segno un colpo importante nel piano di ristrutturazione del gruppo che edita il quotidiano di via Solferino e si prepara a concludere la riorganizzazione con la cessione di 10 testate per le quali l’azienda sta vagliando diverse offerte.
E’ stato raggiunto infatti nella notte l’accordo tra Rcs Media Group e il comitato di redazione, l’organo sindacale del CorSera, sui tagli che avverranno nella forma dei prepensionamenti, accordo che soddisfa entrambe le parti, la Borsa (il titolo è in tonico rialzo) e che dovrà ora essere ratificato dall’assemblea dei giornalisti, convocata subito per oggi.
Sono previste infatti 70 uscite volontarie, in maniera conforme alla legge sull’editoria, nei prossimi quattro anni: 37 nel primo biennio 2013-2015 e 33 nel biennio 2015-2017. Abbattimento del corpo redazionale (che scende quindi sotto quota 300) che avverrà a pari perimetro di portafoglio di riviste e che al termine dei quattro anni prevede anche la stabilizzazione nell’organico di 8 giovani e di una ventina di contratti a termine e di precari storici.

La riorganizzazione in Via Solferino si aggiunge a quella della Gazzetta dello Sport che vedrà la fuoriuscita di 20 giornalisti e del corpo dei grafici che scenderà di 270 unità. Una manovra che, per il CorSera, a regime porterà a un risparmio di 20 milioni di euro, con impatti significativi sul bilancio di Rcs già nel 2013.
Di questi, 8-12 milioni verranno recuperati intervenendo, si legge nel verbale dell’accordo, “in maniera drastica sul monte ferie arretrate, sulle collaborazioni” nonché su buoni libro e stage. Complessivamente, il piano di Rcs contiene l’obiettivo di 800 tagli nel gruppo fra Italia e Spagna.
Diluire la manovra su quattro anni, invece che sul triennio del piano di Rcs, ha permesso di trovare la quadra tra le posizioni iniziali del Cdr del Corriere della Sera e quelle del gruppo editoriale. L’accordo prevede, nell’arco dei due stati di crisi biennali, anche la stabilizzazione
“Una volta terminato il primo stato di crisi, l’editore su richiesta della direzione provvederà a confermare i contratti a termine inseriti in pianta organica (al netto dei contratti a termine per sostituzione di personale assente) per la realizzazione delle iniziative di sviluppo digitale, del lancio de ‘La Lettura’ e delle redazioni di Bergamo e di Brescia“, si legge nel verbale. “Tornando ai prepensionamenti sono su base volontaria ma con riferimento in particolare alla prima tornata di uscite “nel caso in cui i risultati raggiunti fossero ancora insufficienti rispetto all’obiettivo fissato di 37 uscite le parti valuteranno (esclusivamente per la quota mancante dell’obiettivo) se ricorrere alla Cigs a rotazione o allo strumento della solidarietà estesa a tutti i giornalisti“. Una volta definita nei dettagli (l’idea è di chiudere entro il Cda di Rcs del 28 aprile) pure la parte dell’intesa su smaltimento ferie, collaborazioni esterne e sugli istituti di secondo livello, l’accordo sarà oggetto di referendum tra i giornalisti del quotidiano.
