Un governo tecnico in grado di padroneggiare le sfide italiane del prossimo anno, a cominciare dai 209,5 miliardi del Recovery Fund destinati all’Italia da far fruttare, usando le stesse parole dell’ex banchiere centrale proferite durante l’agostano Meeting di Rimini, come “debito buono” per le giovani e future generazioni. E’ questo secondo molti analisti finanziari il principale effetto benefico per il Paese portato in dote da un eventuale esecutivo capeggiato da Mario Draghi. Governo che, prima dello scioglimento della riserva da parte del premier incaricato deve però ora affrontare, visto il dibattito scoppiato all’interno del partito più numeroso del Parlamento (M5S), la difficile sfida costituzionale della fiducia.

Un esecutivo guidato da Draghi con un mandato chiaro e il sostegno di una ampia maggioranza sarebbe visto dagli investitori e dai partner europei come “l’opzione più credibile per affrontare le sfide dell’Italia incluse le riforme strutturali e il miglior utilizzo del Recovery Plan“, spiega infatti Giovanni Montalti di Ubs in un’analisi sulla possibile svolta nella crisi di Governo in Italia.
Ubs vede lo spread Btp-Bund sotto quota 100 con il via libera a un governo Draghi, mentre il fallimento di questa ipotesi, con il probabile ritorno alle urne che ne conseguirebbe, dovrebbe riportare il differenziale nell’area 150-200 punti. Sulla stessa linea le osservazioni di Kaspar Hense, senior portfolio manager, BlueBay Asset Management.
“Draghi sarebbe un risultato positivo per i mercati, non perchè è stato il salvatore della crisi sovrana europea nel ruolo di presidente della Bce, ma perchè un governo tecnico sarebbe più probabilmente in grado di padroneggiare le sfide del prossimo anno, in cui lo stretto coordinamento con l’Ue e le riforme strutturali dovrebbero non solo aiutare la ripresa economica, ma anche ridurre le tensioni populiste sorte sotto il governo Monti“, ha spiegato il gestore.
Anche per Equita Sim, “il nuovo governo dovrebbe innanzitutto operare per un efficace e tempestivo utilizzo dei fondi del Recovery Fund e impostare alcune riforme strutturali per accelerare la traiettoria di crescita dell’economia“.
Infine, secondo Bank of America, un governo Draghi potrebbe avere un impatto che va “oltre l’Italia” e giocare un ruolo chiave a livello europeo nel dibattito sulle regole di bilancio post emergenza Covid, che poi finirebbero di portare grossi vantaggi all’Italia visto l’elevato debito pubblico. In un report, gli analisti della banca a stelle e strisce, una delle più grandi del mondo, spiegano che se nascesse un esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce aumenterebbe anche la probabilità che le risorse del Recovery Plan siano utilizzate in modo efficiente e farebbe venire meno il rischio di un vuoto politico in Italia in piena pandemia e in piena fase di programmazione del NextGenerationEu.
Ma Draghi, per la banca Usa, ha anche il potenziale per dare forma al dialogo a livello europeo nei prossimi mesi, in particolare quando sarà necessario discutere e ridefinire le regole fiscali la cui applicazione è stata sospesa per l’emergenza sanitaria. In questo contesto, secondo BofA, l’ex presidente Bce potrebbe avviare un dibattito più ampio non solo sulla necessità di evitare una stretta prematura sulle politiche di bilancio, ma anche sulla necessità di ampliarle.
@andreadeugeni

