L’esigenza primaria e’ quella di rafforzare l’alleanza tra Renault e Nissan. Poi viene la necessita’ di consolidare l’industria e i lavoratori. Solo dopo questi due principali obiettivi le societa’ possono scegliere insieme quale strada percorrere per allargarsi ad altre intese. Parla da azionista il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, e indica la strada giapponese come quella da percorrere con priorita’ da parte di Renault. Ma, dopo aver aperto ad una riduzione della quota del 15% che il governo francese ha nella casa automobilistica – assecondando cosi’ i desideri giapponesi che hanno da sempre visto nell’attivismo del governo una fonte di tensione per l’alleanza – il titolare del Tesoro francese ha leggermente corretto il tiro: si tratta di un ”obiettivo di lungo termine”, ha detto riferendosi alla riduzione della quota, che qualcuno ipotizza potrebbe scendere al 7-8%.
Nessun riferimento, invece, alla mancata promessa di matrimonio con Fca, fallita sul filo di lana delle ultime trattative. Le Maire e’ volato in Giappone per le riunioni dei ministri finanziari del G20 e, chiaramente, non ha potuto evitare di affrontare il tema della ricerca di un nuovo equilibrio tra Nissan e Renault, dopo l’arresto per crimini finanziari di Carlos Ghosn che guidava entrambe le compagnie. Nessun incontro in programma con l’attuale Ceo Nissan, Hiroto Saikawa, ha assicurato il ministro francese. Chi invece ha indicato con chiarezza il percorso da seguire. “La prima priorita’ – ha affermato – e’ quella di rafforzare l’alleanza con Nissan. Renault e Nissan insieme, Francia e Jappone insieme: abbiamo bisogno di fare questo passo se vogliamo avere successo”.
Da francese non ha nascosto l’orgoglio nazionale per la societa’ che vede lo Stato azionista. “I lavoratori di Renault, le fabbriche di Renault, i centri di ricerca sono davvero un simbolo dell’eccellenza industriale francese. Ma quando guardiamo a quello che e’ accaduto negli ultimi 20anni, noi vediamo che questa qualita’ e’ stata rinforzata dalla partnership con Nissan”. Da azionista a politico, Le Maire ha indicato quella che – ha detto – e’ la seconda priorita’: “il consolidamento dell’industria” del Paese, un tema che era entrato anche nel confronto tra Fca e Renault durante le trattative per le nozze. “Nella nostra agenda – ha ribadito parlando a Fukuoka – ci sono: rafforzamento dell’alleanza e protezione del lavoro, delle fabbriche e dei siti di ricerca”. La ripresa di una possibile intesa con Fca, viste le parole di Le Maire, sembra davvero un’ipotesi difficile da realizzare.
“Spetta a Renault e Nissan decidere quali saranno le alleanze future”. E – ha ripetuto – “i desideri di Nissan vanno rispettati”. Nel difficile Cda che ha portato al ritiro dell’offerta di Fca, difatti, i due rappresentanti di Nissan si erano astenuti, nonostante dalla casa madre si evidenziassero i benefici dell’intesa. Ma non e’ certo un mistero che Nissan non ha gradito di essere stata tenuta all’oscuro da Renault dei passi iniziali della trattativa, nonostante le due societa’ fossero legate da uno scambio azionario che vede i francesi con il 43,5% della casa giapponese e quest’ultima il 15% di Renault.

