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Economia
Renzi: "Non temo le pagelle Ue. Riforma del Senato e poi l'Italicum"

"Non c'e' una ricetta magica, una riforma che risolva tutto. O c'è uno sguardo d'insieme o è tempo perso''. Il premier Matteo Renzi, al Festival dell'Economia di Trento, insiste sul ruolo della politica che deve riconquistare il suo ruolo e giocare le sue carte, anche e soprattutto in Europa, o "non c'è misura economica che ci salverà". Ed esorta, immaginando tra 10 ammi un'Italia smart, nella quale i giovani vogliono tornare: "Non sprechiamo questo inizio di
ripresa".

Le indicazioni della Commissione europea al nostro Paese non preoccupano il premier, che dice di non avere "particolari timori sulle valutazioni che la Commissione deve fare. La vera questione è che cosa i governi immaginano della prossima Commissione Europea. Oggi c'è un allineamento astrale irripetibile: le ricette dell'Europa fino ad oggi non sono state efficaci. Impostare tutto solo su parametri di rigore, correttezza rispetto ai vincoli di Maastricht... Dobbiamo cambiare le regole, poi dobbiamo cambiare le istituzioni''. E aggiunge: "Non c'è un problema Juncker, è uno dei nomi. I problemi emersi dal voto europeo sono altri: certo il problema della democrazia europea non si risolve così parlando solo di problemi. Bisogna avere una visione alta di indirizzo, la politica deve fare questo".

Nomine in Europa. "Non si fanno battaglie su base nazionale o di passaporto. Il Pd ha preso più voti assoluti della Cdu, ma il consenso non va messo in una battaglia sui posti. Quest'atteggiamento rovina e distrugge l'impostazione filo-europea. Non è un problema di nomi, ma di scelte, le nomine sono conseguenza delle scelte", dice Renzi e prosegue: "L'Italia deve presentare un pacchetto di proposte serie, penso all'energia, all'atteggiamento dell'Europa verso i Paesi del Nord Africa. Non mi interessa parlare di nomi, indicare il presidente. La madre di tutte le battaglie - ribadisce - è quella sulla crisi del lavoro. Dobbiamo parlare con riforme sulle politiche industriali, riformare il mercato del lavoro. Con questo 40% - dice ancora Renzi - dobbiamo prendere questa occasione di ripresa, se no non serve".

Non è mancata una stoccata all'Europa sul problema immigrazione: "Il pescatore dello Jonio sa cosa deve fare grazie all'Europa, ma invece se c'è da salvare un bambino che affoga, l'Europa si gira dall'altra parte", ha detto Renzi e ha insistito sull'urgenza di trovare una soluzione: "La questione immigrazione non si può più rimandare".
 
Il problema dell'occupazione, ha poi detto il premier, è un'altra emergenza a cui fare immediatamente fronte. "Queste politiche economiche hanno portato a una disoccupazione senza precedenti in Italia. O si riparte con una nuova politica europea, con investimenti industriali e nuove regole sul lavoro, o non se ne esce", ha insistito.

Sui tempi delle riforme Renzi non ha dubbi: "La prossima settimana riparte la discussione sulla riforma del Senato e dopo l'approvazione in prima lettura torniamo alla legge elettorale. La riforma del Senato molti dicevano che era messa in piedi a casaccio. Invece è frutto di 30 anni di dibattito". E aggiunge: "Non sono preoccupato", ha detto Matteo Renzi a proposito del confronto sulla riforma elettorale. "Il risultato delle elezioni - prosegue il presidente del Consiglio - è stato un incentivo a fare subito la riforme elettorale e dimostra che si deve andare verso due gruppi, mi piacerebbero due partiti, e il centrosinistra si sta artrezzando così". Allora, con un orizzonte di "una settimana", Renzi assicura che "su questa legge qui si chiude", al massimo "possono cambiare piccoli dettagli".

Poi la giustizia: "La giustizia civile sembra barbara - ha detto -, ma entro il 1 luglio avremo il disegno di legge delega e questa riforma con il processo telematico. C'è anche la giustizia penale, e qualche problemino anche con quella contabile. Siamo un po' in ritardo sulla riforma del Fisco che deve diventare una cosa semplice, in Italia ci sono dieci volte i commercialisti degli altri Paesi". E chiarisce: "Io ho bloccato un pochino la delega. Ci vediamo martedì con Piercarlo e i suoi collaboratori per veder alcuni aspetti". Poi torna a lamentare come in Italia ci sia "uno scadenziario delle tasse che non paragoni in altri Stati, dove le tasse si pagano una volta all'anno. Abbiamo finito per destagionalizzare il lavoro del commercialista...Sulla riforma del fisco abbiamo appena iniziato: il meccanismo è già cambiato ma c'è ancora molto da fare".

"La riforma della pubblica amministrazione sarà in parte per decreto e in parte con un ddl delega. Bisogna rovesciare il rapporto tra lo Stato e la PA, cambiare le regole del gioco", spiega il premier, che parla anche di Expo: "Nelle prossime ore e giorni dovremo mettere a posto alcune cose, perche' i cantieri dell'Expo finiscano in tempo"

Per l'ennesima volta, Renzi ci mette la faccia: ''Se le riforme non le facciamo, è colpa mia, vado a casa io. I politici devono assumersi le proprie responsabilità''. E ribadisce: "L'insieme delle riforme è una pacifica rivoluzione, abbiamo l'occasione di agire adesso".

Il premier dà un'altra scadenza: "Entro luglio farò un provvedimento che si chiama 'sblocca-Italia', che lascerà fare alla gente quel che vuol fare e consentirà di sbloccare interventi fermi da 40 anni", assicura il premier, aggiungendo che domani scriverà "a tutti i sindaci per chiedere di individuare sul loro territorio le questioni bloccate".  Sarà una cabina di regia a palazzo Chigi, con un responsabile ad hoc, a guidare l'azione sul territorio. Il premier spiega che entro 15 giorni i sindaci dovranno scrivere a Palazzo Chigi, indicando i problemi locali: "Dagli investimenti bloccati per l'imprenditore al sindaco bloccato dalla sovrintendenza, fino all'imprenditore straniero pronto ad investire a Milano se non avesse i permessi bloccati".

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