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Economia
Job Act , ok della Cisl. No di Cgil. L'Ue: "Va nella direzione giusta"

LE INTERVISTE DI AFFARI

"Bisogna discuterne approfonditamente, ma tendenzialmente siamo favorevoli". Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, interpellato da Affaritaliani.it, dà il via libera al piano sul lavoro del segretario del Partito democratico Matteo Renzi. "Il lavoro lo si può creare solo con la buona economia. Ma il giudizio sul 'Jobs Act' di Renzi è positivo", precisa Bonanni. Che poi afferma: "La misura sulla quale sono maggiormente d'accordo è quella che consente di riassumere attraverso un contratto di lavoro tante altre persone, a partire dalle false partite Iva che di solito sono usate per pagare meno la gente".

"Mi aspetto delle proposte concrete. A breve offriremo anche noi il nostro programma e le nostre proposte. Quello che serve è la flessibilità in entrata più che in uscita. Ci confronteremo con Renzi e vedremo fino a che punto vuole essere rivoluzionario negli interessi dei lavoratori. Per ora il giudizio rimane sospeso in attesa di capire cosa c'è di concreto". Con queste parole il ministro dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo, esponente di spicco del Nuovo Centrodestra, interpellata da Affaritaliani.it, commenta la prima bozza del 'Jobs Act' di Matteo Renzi.

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

"Semplificazione delle norme. Presentazione entro otto mesi di un codice del lavoro che racchiuda e semplifichi tutte le regole attualmente esistenti e sia ben comprensibile anche all'estero". Questa una delle proposte di Matteo Renzi sul lavoro. Il segretario del Pd, nella sua Enews, ha poi avanzato l'idea di una "riduzione delle varie forme contrattuali, oltre 40, che hanno prodotto uno spezzatino insostenibile". Un programma che piace anche a Bruxelles. Per il commissario Ue per il Lavoro, Laszlo Andor rappresentano infatti "un nuovo programma" e sembrano "andare nella direzione auspicata dall'Ue in questi anni. Aspettiamo i dettagli". Ovvero, "rendere il mercato del lavoro più dinamico ed inclusivo, affrontando i temi delicati della disoccupazione giovanile e dell'occupazione delle donne" spiega Andor, che pone tra le questioni che incidono di più sulla situazione italiana "l'eccessiva segmentazione del mercato del lavoro" e "il gap generazionale tra le persone colpite dalla disoccupazione".

SERVE CONTRATTO INSERIMENTO A TEMPO INDETERMINATO - Renzi ha proposto di avviare un "processo verso un contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti".

ASSEGNO UNIVERSALE PER CHI PERDE POSTO - Il segretario del Pd ha proposto l'introduzione di "un assegno universale per chi perde il posto di lavoro, anche per chi oggi non ne avrebbe diritto". Questo, ha chiarito, "con l'obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare piu' di una nuova proposta di lavoro".

JOBS ACT APERTO A CONTRIBUTO DI TUTTI - Renzi ha confermato che la sua bozza di jobs act sara' "aperta" al contributo di tuti. "Gli spunti che trovate in questa enews saranno inviati domani ai parlamentari, ai circoli, agli addetti ai lavori per chiedere osservazioni, critiche, integrazioni. Le riforme di 'sistema' nel piano di Renzi - Dunque non è un documento chiuso, ma aperto al lavoro di chiunque. Anche vostro", ha asicurato nella sua newsletter settimanale. Detto questo, ha chiarito, "non sono i provvedimenti di legge che creano lavoro, ma gli imprenditori. La voglia di buttarsi, di investire, di innovare. L'Italia può farcela, ma deve uscire da questa situazione di bella addormentata nel bosco. Deve rompere l'incantesimo. Per farlo c'è bisogno di una visione per i prossimi anni e di piccoli interventi per i prossimi mesi".

COSTI POLITICA: RENZI, M5S GUARDI CARTE. VEDREMO CHI FURBETTO - Renzi ha sollecitato di nuovo l'M5S a contribuire alla riduzione dei costi della politica. "Il disegno di legge Delrio è passato alla Camera. Adesso aspettiamo che il Senato dia il via libera definitivo a gennaio. Primo passo verso il miliardo di euro di risparmi dei costi della politica. Sul quale rinnovo l'appello ai deputati 5 stelle: se davvero pensate che sia un bluff, perché non venite a vedere le carte?", ha scritto nella sua Enews. "Vediamo chi è che sta facendo il furbetto: io credo che gli elettori 5 stelle si stiano rendendo conto che protestare e basta non è sufficiente. Ecco perchè continuo a sfidare i rappresentanti di quel movimento lì: perchè la base, la loro base, quelli che li hanno votati, che stanno chiedendo di fare gli accordi", ha insistito. "E a nulla serve che l'imponente apparato di comunicazione di Beppe Grillo - pagato con soldi pubblici, perché per quanto mi risulta i 5 Stelle hanno rinunciato al finanziamento pubblico dei partiti, ma prendono tutti i soldi fino all'ultimo centesimo del finanziamento pubblico dei gruppi parlamentari: chissà se prima o poi ci diranno quanti milioni di euro spendono pagati dal contribuente! - bombardi la rete con i propri utenti, veri e finti: il punto centrale e' che Grillo perde consenso", ha sottolineato Renzi. "L'avete visto in Trentino Alto Adige? Adesso ha avuto paura a candidarsi in Sardegna. Per forza. Grillo si rende conto che la tattica di non fare niente alla lunga non paga. Eppure tra i 5 Stelle in Parlamento c'è chi urla e chi sbraita, ma alcuni sono veramente bravi, studiano i dossier, sono preparati, sono animati dal desiderio di fare il bene dell'Italia: cosa aspettano a farsi sentire? Non si tratta di fare un accordo vecchio stile o un baratto di poltrone, né di fare un Governo insieme: semplicemente di ridurre i costi della politica. Voi che dite: alla fine ci staranno?", ha chiesto.

SENATO: CHIEDERO' A SENATORI DDL PER CAMBIARLO - Renzi chiederà ai senatori del Pd un ddl per la riforma del Senato. Lo ha annunciato lo stesso segretario del Pd nella sua Enews. "Noi andiamo in riunione dai senatori del Pd il prossimo 14 gennaio. Ci guardiamo in faccia. E a loro chiediamo di presentare il disegno di legge costituzionale per cambiare il Senato, trasformandolo in Camera delle Autonomie", ha spiegato. "Il supplemento della domenica del Sole 24 Ore ha rilanciato una proposta suggestiva: coinvolgere i mondi della cultura in questo organismo. Potrebbe essere una base di discussione a condizione che non sia elettivo e sia invece un incarico gratuito", ha chiarito. "Lo so, non è facile, ma eliminare il bicameralismo come lo conosciamo oggi sarebbe un passaggio storico. E sarebbe il segnale che la politica ha finalmente recepito il messaggio di cambiamento che è arrivato dai cittadini anche con le primarie. Poi, passaggio successivo, abbassamento numeri e compensi dei consiglieri regionali. Uno alla volta, per carita'", ha aggiunto.

SCUOLA: DECISIONE ALLUCINANTE - Renzi è tornato ad attaccare il governo sulla scuola. "Ho fatto tutta la campagna elettorale dicendo: il problema degli insegnanti è di dignità, prima che economico. E' vero, guadagnano poco. Ma soprattutto sono poco considerati. Noi cambieremo verso e recupereremo il loro ruolo coinvolgendoli in una grande campagna per la riforma scolastica", ha spiegato il segretario del Pd nella sua Enews. "Bene. Non ho fatto in tempo a dirlo che una di quelle decisioni ragionieristiche allucinanti del Governo ha tagliato agli insegnanti 150 euro al mese. Ora, a me va bene tutto. Ma le figuracce gratis anche no", ha chiarito. "Stamattina il governo ci ha messo una pezza. Era già accaduto con le slot machines, con gli affitti d'oro, con le polemiche dell'Anci: dobbiamo trovare un modo diverso di lavorare insieme. Non sono affezionato alle liturgie della prima repubblica con gli incontri di delegazioni: mi è sufficiente che si prenda un impegno chiaro con i cittadini e si rispetti", ha spiegato.

SCUDIERE (CGIL) AD AFFARI: "IL JOB ACT? SOLO CHIACCHIERE"

twitter@paolofiore

Cosa pensa del piano sul lavoro di Renzi? "E qual è?". L'atteggiamento della Cgil nei confronti del Job Act del segretario Pd è tutto in questa risposta del segretario confederale Vincenzo Scudiere. Su riduzione delle forme di assunzione, articolo 18 e forme di rappresentanza, è ancora "propaganda".

"Aspetto di leggere le proposte concrete", afferma Scudeire ad Affaritaliani.it. "Continuo a pensare che si tratta di forma e non di sostanza. La sotanza dovrebbe essere individuare gli investimenti per il lavoro. Fatti gli investimenti, si può discutere dei contratti. Si parte dalla coda e non dalla testa del problema".

Allora parliamo della testa: gli investimenti: "Al governo è mancato il coraggio. Spero lo ritrovi sul lavoro. Gli annunci non bastano. Qui si parla solo di regole e non di investimenti. Il lavoro si costruisce con gli investimenti, non con le regole. Serve tassare i grandi patrimoni per reperire qualche miliardo e rilanciare l'economia. Renzi farebbe bene a dire cosa pensa su rendite finanziarie e grandi patrimoni".

Nel suo ultimo intervento Renzi non cita l'articolo 18. Ma non ha mai fatto mistero di modificarlo, ad esempio smussandolo sui nuovi contratti. "E' una mistra riscaldata. Riaprire la discussione sull'articolo 18 è un modo per discutere d'altro e non degli impegni reali. Ma è certo che i diritti non possono essere calibrati in base all'età. Un diritto o c'è o non c'è".

Almeno sulla rappresentanza sindacale in Cda, la Cgil si è mostrata disponibile. Ma il segretario del Pd deve ancora guadagnarsi la fiducia del sindacato. "Ci sono modelli in Europa che andrebbero presi a riferimento. Una responsabilizzazioni di lavoratori e imprese è un fatto interessante. Ma al momento non ci sono proposte concrete, sono solo chiacchiere".

Sul Job Act il giudizio di Scudiere è netto: "E' un'operazione propagandistica. Quando ci sarà una proposta concreta siamo pronti a valutarla".

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