La questione del gender pay gap, vale a dire, la differenza tra le retribuzioni maschili e femminili, è sempre più all’ordine del giorno. Anche grazie al fatto che Obama lo ha posto come punto rilevante nella campagna elettorale. Al riguardo, ISPO Ricerche ha di recente effettuato, in collaborazione con Hay Group, una ricerca sugli atteggiamenti verso i livelli retributivi, intervistando un ampio campione di direttori generali e responsabili delle risorse umane delle maggiori Corporate operanti in Italia.
Tra i numerosi risultati, ha suscitato interesse quello relativo alla percezione della differenza di retribuzione tra i due generi. È diffusa la consapevolezza che tra quanto riconosciuto ai maschi e alle femmine ci sia ancora oggi una notevole differenza. Lo afferma il 70% degli intervistati. Tra costoro più del 50% stima questa differenza tra il 5 e il 20% nel livello retributivo.
L’aspetto più interessante, tuttavia, sta nella differenza della risposta in relazione al genere degli intervistati. Come si poteva forse attendere, sono i manager donna a sottolineare in misura molto maggiore l’esistenza del divario.

Grafico 1 – Valori percentuali
In particolare, quasi il 40% degli intervistati maschi afferma che non vi è differenza retributiva tra maschi e femmine, mentre questa quota si limita al 13% tra gli intervistati donna. Dall’altra parte, il 45% degli intervistati donna sostiene che la differenza retributiva è oltre il 10%, mentre questa affermazione è condivisa solo dal 27% degli intervistati maschi.

Grafico 2 – Valori percentuali
In sintesi, non c’è solo un divario retributivo, ma anche un – forse più ampio – divario percettivo.
