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Economia

 

giuseppe rotelli

Rotelli ago della bilancia, Rotelli che quasi certamente parteciperà all'aumento, Rotelli che almeno in parte è difficile non voglia prendere parte all'operazione. E invece no, riavvolgere e cancellate il nastro: Giuseppe Rotelli, "re" delle cliniche milanesi dal 2000 (quando rilevò le cliniche Galeazzi, Madonnina e Citt fino ad allora in mano ai Ligresti), socio al 13% di Rcs MediaGroup tramite Pandette Srl (al 16,6% tenendo conto dei titoli oggetto del contratto di opzione di acquisto e di vendita stipulato col Banco Popolare) ha fatto sapere al Cda di Via Solferino che non ha intenzione di partecipare all'aumento, neanche parzialmente.

Una decisione giunta come un fulmine a ciel sereno dopo che ancora l'anno scorso Pandette, che ha investito in tutto dal 2006 a oggi 389 milioni di euro ed ha i titoli in carico a 2,8 euro l'uno (contro i neppure 2,10 euro odierni), aveva deciso di non svalutare i titoli dando l'impressione di voler difendere e semmai arrotondare ulteriormente la propria partecipazione nell'editore del Corriere della Sera.

A questo punto è probabile che proprio da Pandette siano partiti già da ieri gli ordini di vendita che hanno fatto crollare i diritti (che oggi oscillano a circa 8,5 centesimi per azione l'uno, un altro 33% in meno rispetto alla chiusura di ieri), anche se così facendo (e salvo che non vengano ricomprati titoli post aumento) la partecipazione è destinata a subire una diluizione del 75%, riducendosi dunque attorno al 4,15% complessivo.
Ignoti, ufficialmente, i motivi che hanno indotto Rotelli ad una scelta tanto drastica ma già a fine maggio, quando l'assemblea degli azionisti di Rcs Mediagroup aveva dato il suo via libera all'operazione, si era parlato di un via libera (giunto in assemblea) "condizionato" operativamente da tre richieste, ovvero lo scioglimento anticipato del patto, la riorganizzazione del management (con nuove nomine al vertice del gruppo) e una revisione del piano d'investimenti. Richieste che al momento sembrano essere rimaste lettera morta.
 

rcs

Altra ipotesi che circola in borsa in queste ore è che Rotelli, dallo scorso anno impegnato anche nel risanamento dell'Ospedale San Raffaele di Milano (rilevato attraverso il Gruppo Ospedaliero San Donato, cui fanno capo 17 ospedali in Lombardia e uno a Bologna, per 405 milioni di euro) sia a corto di liquidità, ma l'ipotesi non fa breccia tra gli analisti che ricordano come semmai si fosse finora parlato della possibilità che Intesa Sanpaolo, tra i creditori di Rcs Mediagroup e dunque interessata a vedere sottoscritto il più possibile l'operazione, fornisse una linea di credito a Rotelli pur di garantirne la partecipazione.

Più che un diniego della banca sembrerebbe dunque possibile un garbato "no grazie" dell'imprenditore, che ancora prima di aggiudicarsi il San Raffaele poteva contare su oltre 2,605 milioni di pazienti annui a fronte di circa 3850 posti letto e di circa 9.400 dipendenti tra medici specialisti, infermieri, tecnici e impiegati amministrativi, perplesso sul destino del gruppo editoriale. Del resto le attività in campo sanitario di Rotelli hanno finora dato molte più soddisfazioni all'imprenditore di quante ne abbia potute regalare Rcs ai suoi azionisti.

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