Riassetto Delfin-Del Vecchio, Rocco Basilico fa ricorso contro il fratellastro Leonardo Maria
Una nuova iniziativa legale si apre nella partita interna a Delfin, la holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio. Rocco Basilico si è rivolto a un tribunale del Lussemburgo per contestare l’iter che ha portato al via libera al trasferimento a Leonardo Maria Del Vecchio del 25% del capitale della società, un pacchetto valutato circa 10 miliardi di euro. La notizia, anticipata da Bloomberg, non esclude comunque il passaggio delle quote.
Basilico, figlio di Nicoletta Zampillo e tra gli otto eredi del fondatore di Luxottica, ha presentato l’azione legale oggi. Al centro della contestazione c’è la procedura con cui Paola e Luca Del Vecchio sono stati autorizzati a cedere le rispettive partecipazioni, pari al 12,5% ciascuna, a Leonardo Maria Del Vecchio.
Secondo la ricostruzione di Basilico, il via libera non sarebbe stato approvato con la maggioranza richiesta. Nell’ultima assemblea della holding lussemburghese, infatti, sei soci su otto si sono espressi a favore dell’operazione, mentre Claudio Del Vecchio e lo stesso Basilico hanno votato contro.
La contestazione arriva in parallelo alla decisione di aumentare la distribuzione dei dividendi ai soci di Delfin. Su questo punto Basilico è rimasto l’unico contrario: ha votato no alla proposta di distribuire l’80% dell’utile sotto forma di dividendi nell’arco del triennio.
La nota di Delfin: “Ricorso Basilico infondato, delibere legittime”
In merito al ricorso presentato da Rocco Basilico dinanzi alle competenti autorità lussemburghesi, Delfin precisa che le deliberazioni sono state adottate nel pieno rispetto della normativa applicabile, dello statuto sociale e delle maggioranze richieste”. La holding della famiglia Del Vecchio, si legge in una nota, “ritiene che tale ricorso sia infondato e non sia idoneo a incidere né sul trasferimento delle quote” a Leonardo Maria Del Vecchio “né sulle delibere regolarmente adottate”. La società “difenderà la posizione secondo cui le deliberazioni dei soci approvate il 27 aprile 2026 sono conformi al diritto lussemburghese”.

