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Ripresa, l’Italia cancella la crisi. L’occupazione torna ai livelli del 2008

La strenua battaglia del Paese contro la logica mediatica del lento declino

Ripresa, l’Italia cancella la crisi. L’occupazione torna ai livelli del 2008
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L’Italia è da tempo, a livello mediatico, un Paese dove sembra obbligatorio nascondere le buone notizie, quelle positive e mettere al loro posto, costantemente, scientificamente tutto quello che può mettere ansia o alimentare la sfiducia.

ITALIA IN RIPRESA. IL PAESE DEL LAMENTO CONTINUO
Un modus operandi che dà energia a quella capacità, tutta italiana, di piangersi addosso, di lamentarsi di ogni cosa, incolpando governo, rom, migranti, sindacati, mafia e chi più ne ha più ne metta. Un processo subdolo e magari involontario di condizionamento della pubblica opinione che non aiuta i cittadini a riaprirsi, a scommettere, a mettersi in gioco.

ITALIA IN RIPRESA. DIECI ANNI DI BUFERA ECONOMICA E SOCIALE
Sono ormai quasi dieci anni che stiamo navigando nella peggior bufera economica e sociale dal dopoguerra: aziende chiuse, imprenditori suicidati, mancanza di lavoro, giovani costretti a cercare fortuna all’estero.
Un disastro di livello mondiale, una vera e propria guerra, certo non solo abbattutasi sul nostro Paese, ma l’Italia, così come altri Paesi economicamente deboli, ha dovuto stringere i denti in modo quasi drammatico.
Fortunatamente però anche le crisi hanno la loro curva discendente.Qualche buona notizia finalmente comincia piano piano ad affiorare ma i media sembrano quasi timidi nel darne evidenza.

ITALIA IN RIPRESA. RIPARTE L’OCCUPAZIONE
È di ieri ad esempio l’uscita del dato, molto promettente e significativo,  che in alcune zone del Paese (ancora a macchia di leopardo) il numero degli occupati è tornato (anzi è migliorato) a quello di 9 anni fa quando di crisi nessuno parlava. Infatti tre realtà come la Lombardia, la Toscana e la provincia di Bolzano hanno superato i livelli di occupati del 2008 con rispettivamente il 67%, il 66% e il 72%.

Non sugli stessi livelli ma sulla stessa giusta direzione si sono indirizzate pure il Lazio, l’Umbria e la Liguria.
Un segno piccolo ma importante a riprova che il vento della ripresa comincia a soffiare sempre più costante e teso.

ITALIA IN RIPRESA. IL RUOLO DEI MEDIA
Ma come, invece di continuare a diffondere paura e pessimismo, dai droni che potrebbero fare attacchi terroristici di qualsiasi tipo compreso l’opzione batteriologica passando all’epidemia di morbillo che potrebbe distruggere il Paese per finire con gli attacchi alla Malasanità o su qualsiasi progetto faccia il Governo, si cominci con costanza a dare giusta evidenza a news positive. News che siano una boccata d’aria, in grado di dare agli italiani speranza e fiducia nel Paese, orgoglio di appartenenza e soprattutto voglia di intraprendere.

Solo in questo modo, creando cioè una comune opinione virtuosa sarà possibile far ripartire l’Italia, ridare voglia di investire a chi ne ha le possibilità ed energia a chi, da troppi anni si è chiuso a tutto, compreso alla speranza.