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Rottamazione Quinques: scadenza al 30 aprile. Ecco la guida tra sanzioni azzerate, 54 rate e il nodo dei decaduti

Nonostante le agevolazioni, il quadro resta caotico. Tutti i dettagli

Rottamazione Quinques: scadenza al 30 aprile. Ecco la guida tra sanzioni azzerate, 54 rate e il nodo dei decaduti
agenzia delle entrate

Rottamazione Quinques, ecco la guida tra sanzioni azzerate, 54 rate e il nodo dei decaduti

Entra nel vivo il conto alla rovescia per la Rottamazione Quinques, la nuova definizione agevolata che promette di dare ossigeno ai contribuenti alle prese con i debiti fiscali. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 30 aprile, ma il clima è di forte attesa: con poco più di un milione di istanze trasmesse su una platea potenziale di sette, il Governo valuta una proroga che appare ormai indispensabile.

Cosa si può rottamare e quali sono i vantaggi

La misura riguarda tutte le cartelle e i carichi affidati all’Agente della Riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023. Il vantaggio per chi aderisce è radicale: vengono completamente azzerate le sanzioni, gli interessi di mora e i compensi di riscossione. Il contribuente sarà tenuto a pagare esclusivamente la quota capitale del debito e le spese per eventuali procedure esecutive o notifiche già avviate.

Modalità e scadenze: tutto on-line

Attenzione alle procedure: la domanda non può essere presentata in forma cartacea. L’istanza deve essere trasmessa esclusivamente on-line attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Il cronoprogramma (salvo proroghe dell’ultima ora) prevede passaggi serrati:

  1. Entro il 30 aprile: invio della domanda via web.
  2. Entro il 30 giugno: l’Agenzia invierà al contribuente la “Comunicazione delle somme dovute”, ovvero il calcolo preciso dell’importo da pagare.
  3. Entro il 31 luglio: pagamento della prima rata o dell’unica soluzione.

Il piano di rientro: fino a 54 rate

Per chi non può saldare il debito in un’unica soluzione, la legge prevede una flessibilità notevole: è possibile optare per una dilazione fino a 54 rate bimestrali. La prima scadenza è fissata al 31 luglio, e sulle rate successive alla prima si applicherà un tasso di interesse annuo del 3%.

Il rebus dei “decaduti” e degli accertamenti

Nonostante le agevolazioni, il quadro resta caotico. In sede di discussione del decreto fiscale, si spinge per riammettere i decaduti dalla Rottamazione Quater (chi non ha pagato le rate di novembre o febbraio). Ma c’è un ostacolo tecnico: chi aveva rottamato cartelle derivanti da avvisi di accertamento rischia di restare fuori dalla “Quinques”. Senza una modifica legislativa specifica, questi debiti non transitano automaticamente nella nuova sanatoria, creando una disparità tra chi ha semplici cartelle e chi ha accertamenti esecutivi.

La morsa della riscossione e il divieto di rateizzazione

Mentre si attende chiarezza, l’attività di recupero crediti dell’AdER non si ferma. Le azioni esecutive sono a pieno regime: anche per debiti di poche centinaia di euro, l’Agenzia sta inviando preavvisi di fermo amministrativo che concedono solo 30 giorni per il saldo totale.
A peggiorare le cose, chi è decaduto da una precedente rateizzazione presentata dopo il 15 luglio 2022 non può più chiedere un nuovo piano di rientro ordinario: o paga tutto subito o rischia il blocco dei beni, rendendo la Rottamazione Quinques l’ultima vera ancora di salvezza.

Imposte locali: verso la regia unica?

Resta infine il nodo di IMU, TASI e TARI. Ad oggi regna il caos, poiché l’adesione dipende dalla singola delibera comunale. L’obiettivo degli emendamenti in discussione è creare una “regia unica” che uniformi le procedure di adesione, evitando che i cittadini siano penalizzati solo in base al comune di residenza.

La Rottamazione Quinques è dunque un’opportunità irripetibile, ma le trappole burocratiche e l’incertezza sui “decaduti” rendono questo passaggio uno dei più complessi della recente storia fiscale italiana.