di Andrea Deugeni
@andreadeugeni
Quale messaggio avrà voluto mandare il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca al nuovo presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che da domani inizierà ufficialmente il suo mandato? Questa mattina nel leggere l’intervista al CorSera del numero uno degli imprenditori milanesi, più di qualcuno in Viale dell’Astronomia ha fatto un salto sulla sedia nel leggere i profondi cambiamenti invocati da Rocca nell’associazione dell’Aquilotto. Cambiamenti da introdurre, pena, lascia intravedere l’imprenditore, un forte ridimensionamento di Confindustria in futuro che potrebbe essere bersagliata dalle defezioni. Terremoto che, dopo l’uscita di Marchionne, è rientrato. Tant’è che l’intervistatore, a fine colloquio, gli ha chiesto: “Le elezioni per la presidenza di Confindustria si sono appena concluse. Ricominiciamo daccapo?”.
Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, invece, l’ascia di Assolombarda, che assieme a Montezemolo e ad altre territoriali, aveva sostenuto Alberto Vacchi, è completamente sotterrata. Tutti sanno che Confindustria deve cambiare e riformarsi e anche Boccia, nonostante sia stato indicato come espressione della continuità ne è consapevole. Anche le territoriali di Bergamo e Varese, prima sostenitrici del fronte vacchiano, sono entrate in maggioranza. Come Assolombarda. Tant’è che Rocca a fine intervista ha esplicitamente fatto capire che “adesso in Confindustria è il momento dei contributi e io do il mio“.
In che modo? Boccia avrebbe già trovato la soluzione. Secondo alcuni rumors raccolti da Affaritaliani.it, il neo presidente chiederà a Rocca di entrare nell’Advisory Board, organo consultivo introdotto dalla riforma Pesenti di cui fanno parte, nominati dal presidente deisgnato, Francesco Caio, Francesco Gaetano Caltagirone, Gianfranco Carbonato, Elio Catania, Claudio De Albertis, Carlo De Benedetti, Claudio Descalzi, Vittorio Di Paola, Luca Garavoglia, Edoardo Garrone, Claudio Gemme, Mauro Moretti, Mario Moretti Polegato, Giuseppe Recchi, Roberto Snaidero e Francesco Starace. 16 componenti big dell’industria privata e pubblica italiana a cui devono aggiungersene altri quattro, visto che il board dev’essere composto da 20 membri. A Rocca, quindi, andrà uno dei quattro posti ancora vacanti.
Le uniche territoriali che sono rimaste (e rimarranno all’opposizione) dure e pure a costituire una fronda anti-Boccia sono Bologna, Treviso e Padova, nocciolo duro dei contrari di un’assemblea privata che domani accenderà il semaforo verde per ratificare la designazione del Consiglio generale con un consenso che si aggirerà fra il 70 e l’80% dei vosti assembleari (votano tutte le territoriali e le categoriali a scrutinio segreto). Percentuale che, secondo le indiscrezioni che circolano nella confederazione di viale dell’Astronomia, si avvicina più verso l’80 che il 70%.
