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Polemica fra Saccomanni e Bruxelles. Quei tweet al vetriolo dell’ex ministro

Polemica fra Saccomanni e Bruxelles. Quei tweet al vetriolo dell’ex ministro
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La bocciatura dei conti italiani da parte dell’Unione europea ha acceso la polemica tra l’ex ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e Bruxelles. L’ex capo del dicastero di via XX Settembre non ha digerito il rapporto Ue sullo stato dell’economia italiana e in particolare quegli “squilibri” definiti “eccessivi” della nostra economia. Posizioni che l’ex numero uno del Tesoro ha espresso sia via Twitter sia via intervista. Quella di Bruxelles è “una decisione che sorprende“, ha commentato l’ex ministro, anche perché all’elevato debito “hanno contribuito i versamenti ai fondi europei salva-Stati e l’operazione straordinaria di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, concordata con la Commissione”.

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Secondo Saccomanni, Bruxelles era cosciente delle misure che il governo Letta stava adottando e, anzi, le aveva avallate. “Escludo nel modo più assoluto che vi siano buchi nei conti o che vi sia bisogno di fare manovre correttive. Forse c’è stata una lettura non pienamente corretta di quello che è successo”, ha dichiarato poi intervenendo a Radio 105 l’ex ministro dell’Economia. Inoltre, i giudizi dell’Unione europea, che sarebbero stati espressi dopo la diffusione dei risultati della in-depth review, sono stati definiti da Saccomanni “incomprensibili e immotivati”, con il ministro che ha rivendicato la solidità delle finanze pubbliche lasciate in eredità al successore, Pier Carlo Padoan, il quale intanto ha illustrato le misure che intende adottare.

La pagella europea, sempre secondo l’ex ministro dell’Economia, sarebbe infatti viziata dal fatto di non aver tenuto in considerazione alcuna analisi ex-post della contabilità. Bruxelles ha così “ribadito la divergenza tra le proprie stime e i nostri obiettivi’ 2014”, ha accusato Saccomanni. “Divergenza che potrà eventualmente essere apprezzata solo quando tutte le misure messe in campo avranno potuto esprimere i propri effetti”. Una questione di tempo, quindi, e poi la cura dell’ex ministro avrebbe dovuto dare i propri frutti.