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Economia
Saccomanni

Prima la bastonata dell'Fmi, che ha ridotto le stime di crescita. Poi la batosta di S&P, che ha abbassato il rating italiano a un passo dal livello "junk", spazzatura. Stanco di sberle, il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni reagisce. "La decisione appare basata sull'estrapolazione meccanica di dati e della situazione del passato, con minima o nulla considerazione per le misure già prese o in corso di attuazione", ha affermato intervenento all'assemblea dell'Abi. "Il futuro - ha aggiunge Saccomanni - è valutato sulla base di una percezione di rischi che tengono conto degli scenari peggiori". Come a dire: S&P è troppo pessimista e non tiene conto dei progressi del governo.

Il fatto che il declassamento, secondo il governo, non ha fondamento, non significa che non avrà effetto: "Decisioni non adeguatamente sostenute da analisi condivise possono avere effetti prociclici e destabilizzanti", ha affermato il ministro. Che si spinge, di fatto, a mettere in discussione il ruolo e la trasparenza delle agenzie: "E' aperto il dibattito nelle sedi ufficiali sul ruolo delle agenzie di rating nell'orientare le scelte e le aspettative dei mercati finanziari internazionali". Standard & Poor's, ha spiegato Saccomanni, "basa la sua decisione su due fattori: un indebolimento della crescita e la disfunzione del meccanismo di trasmissione monetaria". Sul primo fattore, ha osservato il ministro, l'analisi "poggia essenzialmente sugli andamenti dello scorso decennio e del primo trimestre del 2013. Si ignorano totalmente i dati recenti sulla congiuntura, gli effetti delle misure di stimolo e di riforma gia' assunte, come pure le valutazioni di istituzioni ufficiali, come l'Unione Europea e il Fondo monetario internazionale, che hanno certificato il consolidamento delle finanze pubbliche e che prevedono una ripresa dell'economia dal quarto trimestre del 2013 e nel 2014". Sul secondo fattore, ha aggiunto il ministro, "si ipotizza una permanenza di disfunzioni che sono di valenza europea e che sono state oggetto di interventi da parte delle Autorita' italiane e di istituzioni europee come la Commissione, la Banca europea per gli investimenti e la Banca centrale europea".

ignazio visco

Anche il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, restituisce lo schiaffo di S&P. Anche se "non vanno sottovalutati", i timori degli analisti internazionali "non sempre sono ben motivati". Serve cautela, perché "non possiamo rischiare di perdere la fiducia degli investitori, fragile ed esposta alle mutevoli valutazioni degli analisti".

La reazione dei mercati è in linea con quanto dichiarato  da Saccomanni e Visco: il declassamento non è privo di effetti immediati, ma il sistema Italia regge, segno che gli investitori continuano a fidarsi. Lo spread tra Btp decennalli e Bund equivalenti si è allargato fino a 287 punti per poi ripiegare. Piazza Affari ha chiuso in calo dello 0,72% una giornata vissuta in territorio negativo. Il ministero del Tesoro ha collocato 9,5 miliardi di Bot di cui 7 miliardi con scadenza annuale e 2,5 con scadenza a dicembre 2013. Per l'annuale i tassi sono saliti oltre l'1%, in rialzo rispetto allo 0,96% dell'asta precedente. Non è certo un segnale incoraggiante, ma è comunque bilanciato dalla buona domanda, pari a 1,56 volte l'offerta per gli annuali e a 1,81 volte per gli altri.

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