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Economia
Francia, gli industriali vogliono il salario ad hoc per i giovani disoccupati. Più basso del minimo


Francia, sindacati sulle barricate. Mentre la disoccupazione giovanile viaggia attono al 25,5% (al 40% in Italia), Oltralpe si riapre il dibattito sul salario minimo per i giovani, dopo la proposta di Pierre Gattaz, il presidente del Medef, la Confindustria transalpina, che ha fatto infuriare le associazioni di rappresentanza dei lavoratori. Creato nel 1970, il salario minimo è una sorta di totem in Francia. Rispondendo ieri a una domanda in conferenza stampa, il numero uno degli industriali parigini si è detto a favore di un salario minimo intermedio per i giovani oltre a quello minimo, stipendio che al momento è di 1.445 euro lordi al mese (1.130 netti circa). "La soluzione è quella di avere un sistema provvisorio per il primo anno" per "un giovane o un disoccupato, che non necessariamente sia al livello del salario minimo ".

Per Gattaz, il salario minimo è una sorta di deterrente motivazionale per le persone che escono dal mercato del lavoro e devono rientrarci. "Da disoccupati, è meglio essere pagati al di sotto del salario minimo", ha detto il capo della Confindustria francese, una situazione che ormai stanno vivendo oltre 3,3 milioni di francesi.

L'argomento è stato rilanciato poi da tre economisti vicini alla gauche francese (Philippe Aghion, Gilbert Cette ed Elia Cohen), che hanno affrontato la questione del salario minimo in un saggio. Pranzando con il presidente François Hollande, gli economisti hanno riferito di aver trovato il numero uno dell'Eliseo molto "ricettivo sul tema". "Gli argomenti sono stati discussi nel dettaglio senza tabù", ha detto Philippe Aghion, professore ad Harvard che, assieme ai colleghi, ha messo sul tavolo la proposta di riformare il meccanismo del salario unico, sfidando i suoi automatismi e prevedendo livelli diversi di stipendio minimo per area territoriale ed età dei dipendenti. Tutto in nome del lavoro.

Peccato che contro la proposta di riforma si è immediatamente sollevato un coro di voci contrarie. In primis, all'interno dell'esecutivo, Najat Vallaud Belkacem, ministro dei Diritti delle donne e dei giovani, ha tagliato corto su Twitter: "Ovviamente siamo contrari al salario minimo per i giovani. Il tema dell'occupazione giovanile merita una maggiore attenzione. Parlerò con Gattaz".

Fonti vicine ad Hollande spiegano invece che "riaprire la questione del salario minimo giovanile ora è altamente improbabile", trattandosi di una questione esplosiva per la sinistra francese. I sindacati, infatti, hanno alzato subito i toni, dicendosi contrari all'idea di introdurre un salario differenziato per alcune categorie di lavoratori. "La Cfdt è contro un salario minimo di transizione", ha risposto Laurent Berger, segretario generale della Cfdt. "E' una proposta indecente e il Medef diventa una caricatura. Da anni chiediamo un salario minimo più alto di 250 euro, una paga minima che raggiunga i 1.370 netti", ha tuonato invece Jean Claude Mailly, segretario generale della FO, dopo aver ricordato che la Germania ha recentemente introdotto un salario minimo a livello federale. "Il salario minimo è alla soglia di povertà! Chiediamo il suo apprezzamento a 1700 euro lordi", è la posizione infine di Mohammed Oussedik, segretario confederale Cgt.

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