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Samsung, accusato di corruzione l’erede dell’impero Lee Jae-Yong

L’erede della Samsung ed altri quattro manager di alto livello sono stati incriminati per corruzione e malversazione

L’erede della Samsung ed altri quattro manager di alto livello del maggior produttore di cellulari al mondo, sono stati incriminati per corruzione e malversazione, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alla destituzione della presidente Park Geun-Hye.

Lee, che ha 48 anni, e’ agli arresti cautelari dal 27 febbraio scorso. I cinque saranno quasi sicuramente processati, il che e’ destinato ad ingigantire la crisi che attraversa Samsung, primo conglomerato sudcoreano e che rappresenta un quinto dell”economia del Paese, ma che ha subito una grave debacle dopo i problemi alle batterie del suo ultimo smartphone.

Lee, nipote del fondatore, era di fatto al vertice dell’azienda dopo la crisi cardiaca subita dal padre nel 2014. Tra le altre accuse, e’ sospettato di aver versato l’equivalente di quasi 40 milioni di dollari in mazzette alla ‘protegee’ della presidente sudcoreana Park, destituita dal Parlamento, in cambio di favori politici. Lee nega tutte le accuse.