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La Consob punisce Don Salvatore e i suoi sodali: la commissione ha sanzionato con 11,3 milioni di euro Salvatore Ligresti, Giancarlo de Filippo e Niccolò Lucchini per manipolazione operativa sul titolo Premafin. Al patron del gruppo spetta il grosso della multa (5,3 milioni).

Nella dettagliata delibera firmata da Giuseppe Vegas, si riassumono alcune tappe della costruzione (e lo sgretolamento) dell'impero Ligresti. Sin dall'iniozio della sua attività, si legge, il fondatore del gruppo ha "creato un sistema di trust allo scopo di proteggere il proprio patrimonio". Un sistema che si è "successivamente ampliato mediante la creazione di altri trust e relativi enti di pertinenza cui sono state progressivamente trasferite quote della suddetta partecipazione in Premafin". Cambiavano i nomi e le sedi, non il proprietario delle azioni. Un castello di carte messo in piedi grazie al "rapporto di amicizia, professionale e di affari" con Giancarlo de Filippo e Niccolò Lucchini. L'acquisto e le vendite di titoli Premafin avevano l'obiettivo di "evitare quanto più possibile impatti negativi sul prezzo" delle azioni.

Gli oltre 5 milioni che Salvatore Ligresti dovrà pagare, seguono alla notizia di un altro esborso: nel 2012, Fonsai e Milano assicurazioni hanno versato"oltre 12 milioni di euro" all'Agenzia delle entrate per sanare la loro posizione nei confronti del Fisco. A dicembre 2012 - si legge nella relazione di bilancio di Fonsai - la direzione regionale della Toscana dell'Agenzia delle entrate ha notificato cinque avvisi di accertamento a Fonsai e sei a Milano assicurazioni, a seguito di indagini avviate nel 2009 su delega della Procura di Firenze, "con i quali e' stata contestata la deducibilità" dei pagamenti all'ex patron del gruppo assicurativo.

La contestazione da parte dell'Agenzia delle Entrate ha tenuto conto "dell'indeterminatezza degli incarichi, della mancata prova della esecuzione degli stessi e della congruenza dei corrispettivi pattuiti", considerazioni "suffragate" dalle relazioni del collegio sindacale redatte nel  2012 in seguito alla denuncia del fondo Amber. Gli importi richiesti ammontavano a oltre 24,7 milioni di euro "per maggiori imposte, interessi e sanzioni" e sono stati definiti "mediante ricorso all'istituto dell'acquiescenza" con il pagamento di oltre 12 milioni di euro, di cui circa 8,1 milioni a carico di Fonsai e 4 milioni a carico di Milano assicurazioni. La compagnia ha ritenuto di non avere elementi sufficienti a "supportare efficacemente" un ricorso e, in particolare, elementi "a supporto dell'effettivita' e della consistenza dell'attivita' prestata". "Analoghe contestazioni", avverte Fonsai, potranno interessare anche i periodi di imposta 2009-2010, ma sono stati accantonati nel fondo imposte per rischi fiscali per 3,7 milioni di euro circa.
 

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