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Economia
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Chiuse 9 filiali su 10, con il 90% di adesione tra i 309 mila lavoratori del settore.

Capita raramente che gli sportelli degli istituti si fermano. L'ultima volta è accaduto nel 2004. Allora come oggi i numeri sono imponenti.   

Secondo la Uilca, "oltre il 90% dei lavoratori e delle lavoratrici del credito" ha incrociato le braccia. "Questa", ha detto Lando Maria Sileoni, Segretario generale Fabi, “è la risposta della categoria alla scellerata disdetta del contratto nazionale di lavoro dei 309mila bancari italiani”.

Un risultato "superiore alle attese", secondo il segretario della Uilca Massimo Masi.  "Dimostra in modo inequivocabile la compattezza dei bancari come categoria".

Di fronte ai numeri, l'Abi si dimostra "sicuramente disponibili al confronto e abbiamo la volontà di metterci subito al tavolo". Ma in relatà la posizione dell'associaizone bancaria italiana non è variata dal momento della disdetta. Come confermano le parole del vicepresidente Francesco Micheli: "Il contratto sia dal punto di vista normativo, sia dal punto di vista economico, e' considerato unanimemente insostenibile. Insostenibile perche' se guardiamo l'organizzazione del lavoro, i modelli distributivi che stanno cambiando in funzione dell'online, c'e' molto da fare sul versante dei ruoli, dei cosiddetti mestieri bancari che vanno verso un cambiamento''.

I timori dei sindacati pero' riguardano una nuova pesante tornata di esuberi, come risponde l'Abi? ''Credo che i sindacati siano al corrente di quelli che sono i problemi che riguardano le banche, sono perfettamente consapevoli delle nostre questioni e dei nostri problemi. Noi non vogliamo aspettare il 30 giugno per il contratto perche' sarebbe troppo tardi. Abbiamo il tempo per metterci al tavolo e riconsiderare ogni aspetto, soprattutto dal punto di vista normativo e non vediamo perche' non sia ebba fare'', risponde Micheli. Il vicepresidente dell'Abi risponde anche all'auspicio del ministro del Lavoro Giovannini, che ieri si e' detto sicuro che sia possibile trovare un'intesa che salvaguardi sia l'esigenza delle banche, sia la tutela dei posti di lavoro: ''Nessuna chiusura preconcetta e questo il sindacato lo sa, il nostro mestiere e' quello di trovare soluzioni, di dare alle banche modelli organizzativi in grado di sostenere una competizione che al livello internazionale sta diventando fortissima. Non c'e' bisogno che racconti quanto le banche italiane non abbiano fruito di aiuti di chicchessia'', risponde Micheli.

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