Lo sconto fiscale sul diesel resterà in vigore fino al 25 agosto 2026. La riduzione nominale è di 17 centesimi al litro, composta da 14 centesimi di accisa e circa 3 centesimi di Iva.
Sconto diesel 25 agosto: quanto si risparmia
Chi effettua un rifornimento da 30 litri ottiene, sulla carta, uno sconto complessivo di 5,10 euro. Su un pieno da 40 litri il vantaggio sale a 6,80 euro, mentre con 50 litri si arriva a 8,50 euro.
La proroga decisa dal governo copre il periodo dell’esodo estivo. La riduzione, introdotta il 28 luglio e inizialmente destinata a terminare il 6 agosto, sarà applicata attraverso un decreto legge dal 7 al 24 agosto e con un decreto ministeriale per la giornata del 25 agosto. La copertura indicata è di circa 245 milioni di euro, ottenuta attraverso riduzioni delle spese dei ministeri.
Il calcolo teorico non coincide necessariamente con il risparmio osservato dagli automobilisti sui totem delle stazioni di servizio. Il prezzo finale dipende dalle quotazioni internazionali del petrolio, dai costi di raffinazione, dal cambio euro-dollaro e dalle politiche commerciali dei distributori.
Il 4 agosto, secondo i dati riportati dall’Ansa, il diesel self service sulle strade ordinarie costava mediamente 2,097 euro al litro, mentre la benzina era a 1,999 euro. Il Codacons ha stimato che la prima riduzione fiscale si sia tradotta in poco più di 8 centesimi di beneficio reale, perché l’aumento delle quotazioni internazionali ha assorbito parte dello sconto.
Sconto diesel 25 agosto: perché il prezzo può restare sopra i due euro
Il taglio agisce sulla componente fiscale, ma non blocca il prezzo industriale del carburante. Se petrolio e prodotti raffinati aumentano, il costo del diesel può salire anche durante il periodo di riduzione delle accise.
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato che l’intervento serve a “contenere gli effetti dei rincari” e che, dopo il 25 agosto, tornerà operativo il meccanismo delle accise mobili. Questo sistema permette di finanziare una riduzione delle accise utilizzando il maggiore gettito Iva prodotto dall’aumento dei carburanti.
Il meccanismo, però, non produce effetti immediati. Lo Stato deve prima verificare il maggiore gettito incassato e quantificare le risorse disponibili.
Per controllare il risparmio reale è utile confrontare il prezzo pagato con quello praticato nei giorni precedenti dallo stesso impianto, senza limitarsi alla riduzione nominale indicata dal governo. Le differenze tra distributori, soprattutto in autostrada, possono superare il valore dello sconto fiscale.

