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Economia

 

 

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Che faccio, lascio? E così un etto di mortadella diventa argomento politico. Simbolo di schermaglie fatte un tanto al chilo. Approssimative, strumentali. Stavolta ci è andata di mezzo Pina Picierno. La deputata del Pd è stata bersagliata perché colpevole di essere riuscita a fare la spesa per due settimane con 80 euro, la stessa somma che arriverà nelle tasche di chi ha una busta paga. 

L'Italia (e i social network) hanno il piagnisteo facile. In tempo di crisi siamo tutti poveri. Tutti, anche chi povero non lo è mai stato. Anche chi non ha mai fatto la spesa perché tra gli scaffali ci va mammà. Le critiche sono arrivate anche da chi crede che con 80 euro non si sopravviva neanche un giorno. Perché "che schifo i mezzi pubblici" e perché "io non cucino". A essere scollegati dalla vita reale non sono (solo) molti politici, ma (anche) una parte dei loro elettori.

Dire che un single, con 80 euro, ci campa due settimane non è una bestemmia. Non ammantiamoci di finto pauperismo e lasciamo le lacrime a chi ha il diritto di piangerle. Discutiamo del fatto che i lavoratori chiamati atipici (nonostante siano diventati la norma) e le partite Iva quegli 80 euro non li vedranno mai. Discutiamo della possibilità che bastino per far ripartire l'economia. Ma smettiamola di combattere battaglie inutili. E declassiamo quello sulla spesa da scontro a ciò che è davvero: solo uno scontrino. 

 

 

 

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