twitter@andreadeugeni

Sulla scuola il governo Letta non risolve un bel niente. E gli insegnanti, secondo quanto rivelano dalla Cgil ad Affaritaliani.it, si preparano a scioperare. Certo, gli 80 mila docenti che prima, secondo i dictat del ministero dell'Economia, avrebbero dovuto cominciare a restituire gli scatti stipendiali del 2013, a gennaio non si troveranno un ammanco di 150 euro lordi nella busta paga. Ma il mondo della scuola, nel complesso, secondo gli accordi presti questa mattina a Palazzo Chigi fra il presidente del Consiglio Enrico Letta, il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni e il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, dovrà sopportare una sforbiciata al Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa (Mof) di oltre 350 milioni per la  restituzione degli scatti del 2013 a cui potrebbero aggiungersi altri 370 milioni circa  se Palazzo Chigi vorrà trovare i soldi anche per gli incrementi retributivi dovuti al corpo docente nel 2012.

Un conto salato da oltre 700 milioni, risorse che entreranno nel mondo  della scuola per la porta principale, ma che usciranno poi per quella secondaria. Con un impoverimento complessivo per un settore che invece, come avviene nelle prime economie del G8, vede ogni anno una crescita dei fondi ad esso destinati.

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Il Mof è costituito da due parti e serve per migliorare la qualità dell'offerta formativa nelle scuole ed erogare le risorse per la contrattazione decentrata, a cui è dedicato ad hoc una altro fondo: il Fondo per l'istituto.

Sono di competenza del Mof i pagamenti delle ore per il sostegno singolo ai ragazzi con difficoltà di apprendimento, delle ore eccedenti all'insegnamento e delle ore per la sostituzione dei colleghi insegnanti assenti. Rientrano poi nel fondo anche i finanziamenti per i turni festivi e notturni del personale educativo dei convitti e le risorse da destinare alla contrattazione decentrata, che completa quella nazionale.

Al momento, il Mof dispone di 900 milioni di euro. Se dunque il governo, come sembra, farà cassa da lì, di fatto Letta e Saccomanni svuoteranno uno strumento vitale per il comparto dell'istruzione. Una soluzione che sta facendo lo stesso infuriare i sindacati che si preparano a dare battaglia. Mentre tra il Ministero dell'Economia e quello dell'Istruzione va in scena un imbarazzante rimpallo di responsabilità.

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Sulla scuola il governo Letta non risolve un bel niente. E gli insegnanti, secondo quanto rivelano dalla Cgil ad Affaritaliani.it, si preparano a scioperare. Certo, gli 80 mila docenti che prima, secondo i dictat del ministero dell'Economia, avrebbero dovuto cominciare a restituire gli scatti stipendiali del 2013, a gennaio non si troveranno un ammanco di 150 euro lordi nella busta paga. Ma il mondo della scuola, nel complesso, secondo gli accordi presti questa mattina a Palazzo Chigi fra il presidente del Consiglio Enrico Letta, il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni e il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, dovrà sopportare una sforbiciata al Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa (Mof) di oltre 350 milioni per la  restituzione degli scatti del 2013 a cui potrebbero aggiungersi altri 370 milioni circa  se Palazzo Chigi vorrà trovare i soldi anche per gli incrementi retributivi dovuti al corpo docente nel 2012.

Un conto salato da oltre 700 milioni, risorse che entreranno nel mondo  della scuola per la porta principale, ma che usciranno poi per quella secondaria. Con un impoverimento complessivo per un settore che invece, come avviene nelle prime economie del G8, vede ogni anno una crescita dei fondi ad esso destinati.

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Il Mof è costituito da due parti e serve per migliorare la qualità dell'offerta formativa nelle scuole ed erogare le risorse per la contrattazione decentrata, a cui è dedicato ad hoc una altro fondo: il Fondo per l'istituto.

Sono di competenza del Mof i pagamenti delle ore per il sostegno singolo ai ragazzi con difficoltà di apprendimento, delle ore eccedenti all'insegnamento e delle ore per la sostituzione dei colleghi insegnanti assenti. Rientrano poi nel fondo anche i finanziamenti per i turni festivi e notturni del personale educativo dei convitti e le risorse da destinare alla contrattazione decentrata, che completa quella nazionale.

Al momento, il Mof dispone di 900 milioni di euro. Se dunque il governo, come sembra, farà cassa da lì, di fatto Letta e Saccomanni svuoteranno uno strumento vitale per il comparto dell'istruzione. Una soluzione che sta facendo lo stesso infuriare i sindacati che si preparano a dare battaglia. Mentre tra il Ministero dell'Economia e quello dell'Istruzione va in scena un imbarazzante rimpallo di responsabilità.

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