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Profitti per 1,081 miliardi di euro, in crescita del 28,4% rispetto al primo semestre del 2012 (gestione Perissinotto). Aumento dei premi complessivi a quota 34,8 miliardi (+1,7%) con un risultato operativo di 2,4 miliardi (+5,3%) grazie al decisivo apporto del ramo Danni (909 milioni, +24,8%).

Le Generali di Mario Greco iniziano a prender forma e a macinare risultati in un contesto economico, quello europeo (mercati core del Leone), non ancora favorevole. Numeri che, assieme alla progressiva rifocalizzazione sul core business, al taglio del debito di 500 milioni (a 12,7 miliardi) e alla crescita degli indici patrimoniali (il Solvency I è salito al 142% a luglio, al netto però di altri 5 punti base derivanti dalla vendita delle minorities in Messico e di Generali Usa Riassurance), hanno consentito al Ceo di mettere al segno "il miglior semestre degli ultimi 5 anni".

mario greco

Oltre alla riscrittura completa della governance della compagnia triestina, il marchio di fabbrica di Greco sta tutto nell'implementazione del business del Danni e nel taglio del debito, target che caratterizzano il nuovo piano industriale presentato ai mercati dall'ex Zurich a inizio anno. "Abbiamo fatto importanti passi avanti nel rafforzamento del nostro capitale e nel miglioramento della nostra performance operativa e finanziaria", ha spiegato Greco agli analisti durante la conference call. "Il processo di ristrutturazione e semplificazione del nostro business in Europa Centro Orientale, Italia e Germania  - ha aggiunto - sta procedendo bene. Generali è un gruppo più focalizzato sul core business e più profittevole rispetto a un anno e siamo ben posizionati per raggiungere i nostri obiettivi".

E così, sul secondo semestre, Greco si è detto "fiducioso", "anche se ora è presto per parlare di dividendo" per gli azionisti. "Stiamo facendo il percorso giusto - ha spiegato sempre in conference call - e siamo fiduciosi di un progressivo aumento dei rendimenti". Quanto al buon primo semestre, ha aggiunto "sono numeri solidi, siamo fiduciosi sulla seconda parte dell'anno, il risultato operativo sarà migliore del 2012 e continuera' a progredire. Il percorso - avverte però - è appena iniziato, c'è ancora moltissimo da fare".

Procede intanto, con cautela, la vendita di Bsi: "La banca ha buon valore in un mercato che in questo momento è complicato per un asset di quel tipo. Quindi vogliamo che venga valorizzato. Nelle vendite - ha aggiunto Greco -  finora abbiamo dimostrato di essere molto disciplinati. Ci siamo presi il tempo per farle. Vogliamo vendere i nostri asset non core a prezzi giusti e alle giuste condizioni. Questo è complicato e richiede tempo e calma".

Per quanto riguarda gli altri capitoli caldi come quello della vendita della partecipazioni finanziarie, il Ceo delle Generali ha fatto sapere di non aver ancora deciso cosa fare riguardo al patto di sindacato di Telco, la holding che controlla Telecom, in scadenza a settembre. "Non siamo azionisti strategici, sicuramente in futuro vogliamo uscire da questo asset ma vogliamo farlo alle condizioni migliori per noi", ha detto al riguardo. "Non abbiamo preso una decisione valuteremo le condizioni al momento. La situazione in Telecom cambia in fretta, negli ultimi mesi ci sono stati molti cambiamenti di scenario", ha concluso.

Un'altra incognita riguarda infine l'ammissione di Generali alla lista Sifi che include le istituzioni di importanza sistemica stilata dal Financial Stability Board. Greco ha osservato che "non sono chiare le conseguenze" dello status di 'Sifi' e quindi "non so se siamo contenti, perché non si sa cosa vuole dire".

 

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