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Economia
Sephora perde la battaglia del lavoro. I giudici: "Deve chiudere alle 21"

Non sono bastate le proteste e gli appelli degli operai che chiedevano di lavorare di più per poter guadagnare di più. Come è già stato per altri colossi del retail in Francia, la dura legge sul lavoro notturno non si cambia neppure per Sephora. Parola del Consiglio Costituzionale.

Ma andiamo con ordine. Contro il colosso dei cosmetici, di proprietà del gigante Lvhm, si erano scatenati i sindacati. La maxiprofumeria sugli Champs-Elysées, uno dei negozi più frequentati di Parigi, oservava infatti un orario non in linea con la normativa, restando aperta sette giorni su sette e chiudendo a mezzanotte da domenica a giovedì e all’una il venerdì e il sabato.

La legge francese del 2001 infatti prevede che il lavoro notturno (dalle 21 alle 6) è per principio eccezionale e giustificato solo "dalla necessità di assicurare l’attività economica o dei servizi di utilità sociale".

Contro i sindacati però si erano rivoltati gli stessi dipendenti del negozio, dopo che Sephora aveva fatto sapere che il 20% del fatturato del maxi-store si realizzava nelle ore notturne e che con la chiusura alle 21 sarebbe stato costretto a licenziare ben 45 lavoratori.

Inevitabilmente la questione è finita davanti ai giudici, che nei diversi gradi di giudizio hanno dato ragione ora all'una ora all'altra parte coinvolta, finchè si è arrivati al Consiglio Costituzionale.

I giudici hanno dato definitivamente torto a Bernard Arnault, stabilendo che la legge del 2001 non è anticostituzionale e non viola affatto la libertà di impresa, come sosteneva il ricorso di Sephora.

I giudici hanno però annunciato di aver censurato un articolo del codice del lavoro sull'effetto sospensivo dei ricorsi contro l'autorizzazione prefettizia che permette ai rivenditori di aprire la domenica .

Ma a Sephora non basta. Il gruppo ha infatti annunciato che farà ricorso contro la sentenza e si è detto "molto deluso della decisione" ribadendo che sulla legge c'è stato "un grave problema di interpretazione".

 

 

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