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Economia
"Truffa alla Regione Sicilia": sequestrati 100 milioni a Nomura

Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip per oltre 100 milioni di euro a carico della banca di investimento Nomura. Indagati manager della stessa banca e consulenti palermitani ai quali sono stati sequestrati beni immobili, titoli e disponibilita' finanziarie in diverse regioni d'Italia.

L'indagine riguarda la cartolarizzazione dei crediti sanitari e altre tre complesse operazioni di finanza derivata realizzate dal governo regionale guidato da Salvatore Cuffaro nel 2003. Il sequestro, che amonta precisamente a 104.534.414,01 euro, e' stato disposto dal Gip Piergiorgio Morosini, nei confronti della banca d'affari internazionale "Nomura International Plc", che e' stata segnalata per l'illecito amministrativo previsto dal decreto legislativo 231/2001. Indagate per truffa 7 persone, 4 managers di Nomura e 3 professionisti palermitani. Secondo la tesi dei Pm Daniele Paci e Sergio Demontis, titolari del procedimento coordinati dal procuratore Francesco Messineo e dall'aggiunto Leonardo Agueci, sussiterebbe una responsabilita' amministrativa della banca d'affari giapponese per i reati di truffa posti in essere da propri funzionari e dirigenti, reati che hanno cagionato alla Regione Siciliana un danno stimato in 175 milioni di euro. L'inchiesta trae origine dall'operazione di cessione dei crediti sanitari per circa 630 milioni di euro vantati dalle strutture sanitarie siciliane nei confronti della Regione per forniture risalenti agli anni 1995, 1997 e 1998. L'operazione, in concreto, si e' realizzata a partire dal 2002 attraverso la cessione dei crediti da parte dei creditori originari, confluiti nel "Consorzio aziende sanitarie siciliane srl" in favore della societa' "Crediti sanitari Regione Sicilia srl" di Milano, emanazione della banca Nomura con sede legale a Londra. Nell'ambito del contratto tra questi due soggetti e' stato stabilito un tasso di interesse ritenuto dagli inquirenti assai oneroso rispetto alle condizioni di mercato e che la Regione Siciliana si sarebbe impegnata a pagare alla societa' cessionaria del credito.

Le indagini, tuttora in corso, sono volte anche a individuare i referenti politici che hanno portato all'emissione dei provvedimenti amministrativi di ratifica dell'accordo. Dalla ricostruzione dei finanzieri ermege l'anti-economicita' dell'operazione di cartolarizzazione che ha comportato un grave danno patrimoniale per la regione siciliana, stimato in circa 115 milioni di euro. Un secondo filone investigativo ha riguardato la ristrutturazione del debito regionale, tramite tre contratti aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati, sottoscritti tra la Regione siciliana e la banca Nomura Plc che ha agito allo stesso come advisor e come controparte contrattuale. Grazie anche a una complessa consulenza tecnica, gli inquirenti hanno riscontratom che il contenuto negoziale dei tre contratti e' stato gravemente squilibrato ai danni della Regione, con un danno quantificato in circa 60 milioni di euro. La responsabilita' degli indagati, ai quali si contesta l'aggravante del crimine transnzionale, sarebbe quella di aver maliziosamente taciuto circostanze rilevanti circa il contenuto dei contratti in modo da indurre in errore i funzionari della Regione sulla convenienza economica dell'operazione. Mediante rogatorie internazionali, si e' accertato che una parte dei profitti illeciti e' stata destinata da Nomura Plc a due societa' off-shore, con sedi in Irlanda e nelle Isole Vergini britanniche, riconducibili a due procacciatori d'affari palermitani, che sono tra gli indagati. I due professionisti hanno percepito, anche attraverso corresponsioni estero su estero, circa 20 milioni di euro. Dall'analisi dei flussi finanziari le Fiamme Gialle hanno rilevato che una quota dei profitti e' stata accreditata presso banche in Svizzera per essere poi recapitati ai diretti interessati, che devono rispondere anche di evasione fiscale.
   Tenuto conto che il 27 giugno scorso la Regione avrebbe dovuto pagare una rata semestrale dell'importo di Euro 6.900.000 alla Nomura, la Procura di Palermo ha emesso un sequestro preventivo d'urgenza eseguito nella stessa data dai finanzieri, che tra Palermo, Milano, Roma, Genova, Nuoro, Sassari, Grosseto e Agrigento, hanno messo i sigilli a 54 beni immobili e mobili registrati, quote di 13 societa', disponibilita' e crediti finanziari.
 

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