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Economia

di Paolo Fiore
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La mattina successiva alla sbornia da abolizione, si pensa a cosa ne sarà della Service Tax. Il primo effetto è insolito: aver messo d'accordo inquilini locatori. I primi sono preoccupati per un aggravio che potrebbe toccari i 1000 euro l'anno. I secondi temono che la tassa sui servizi possa essere persino superiore alla somma di Imu e Tares.

Secondo l'Unione inquilini, la service Tax comporterà "una stangata" che trasformerà "il piano casa" in un "piano sfratti che travolgerà oltre 3 milioni di inquilini". Toccherà infatti agli inquilini pagare la parte della nuova tassa relativa ai servizi. il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, però, smentisce: "Voglio tranquillizzare gli inquilini: l'orientamento del governo è chiaro, la tassazione complessiva si ridurra".

Ma se gli inquilini piangono, i locatori non ridono. Intervistato da Affaritaliani.it, il numero uno di Assoedilizia e vicepresidente di Confediliza, Achille Colombo Clerici, si dice "perplesso". Come mai? "Il principio sulla quale si basa è condivisibile: legare la tassazione sugli immobili al complesso dei servizi. Ma ci sono delle incognite sulla fase realizzativa".

Dal Consiglio dei ministri sono emersi pochi dettagli: si tratta di un'imposta federale, che lascia spazio di manovra ai Comuni. Dovrà rispettare il principio europeo del "chi inquina paga" e fonderà un'imposta (l'Imu) con una tassa (la Tares). La componente della gestione dei rifiuti sarà dovuta da chi occupa locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani. Ma sulla parte della Service Tax relativa all'ex-Imu è ancora buio.

"Bisogna vedere a chi viene accollato l'onere di pagare - afferma Colombo Clerici -. Perché non è chiaro come saranno compensati i mancati introiti relativa alla tassa sulla prima casa. Non sappiamo se questo si tradurrà in un aggravio per i contribuenti esclusi dall'esenzione, sui proprietari di seconde case e sui proprietari di immobili locati. Se così fosse a pagare sarebbe anche il mercato edilizio".

Incognite senza risposta. Ma il rischio maggiore riguarda le tasche. Non è certo che la Service Tax sarà inferiore alla somma di Imu e Tares. Anzi. "C'è il rischio che possa essere anche superiore - afferma Colobo Clerici -. E' una questione di bilancio dei Comuni. Lasciare ai Comuni la possibilità di intervenire sulle aliquote è un'incognita. Certo è che se le amministrazioni non riescono a far quadrare i conti..."

Persistono problemi tecnici di integrazione. La distinzione tra tassa e imposta si traduce, ancora una volta, in una domanda: "Chi paga? Non si sa nulla. Prima di plaudire bisogna capire i dettagli. Spero non ci sia un aggravio per i soggetti ex-Imu o la messa in carico ai locatori, seppur con possibilità di rivalsa sugli inquilini"

E poi c'è il problema dei city users. "Come faremo pagare i pendolari che usufruiscono dei servizi?", si chiede il presidente di Assoedilizia. "Prendiamo ad esempio Roma e Milano. Il territorio di Roma è grande come Milano e i gli oltre 100 Comuni dell'hinterland. La Capitale potrà compensare il costo dei servizi perché il pendolarismo è interno al Comune. A Milano invece i pendolari attraversano diversi Comuni e usufruiscono dei servizi comunali offerti da Milano".
 

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