Shein, il gigante del fast fashion cinese si quota in Borsa
Shein, colosso dell’e-commerce fast fashion, è prossimo alla quotazione a Hong Kong dopo i tentativi falliti a New York e Londra. La società fondata nel 2008 da Chris Xu, imprenditore molto schivo che non ha mai rilasciato interviste, ha pubblicato il prospetto preliminare aprendo così la strada ai roadshow in vista di un’offerta pubblica iniziale attesa per fine agosto o inizio settembre.
Nel prospetto è scritto che la società ha registrato una perdita di 99 milioni di dollari nel primo trimestre a causa del rallentamento delle vendite, rispetto a un utile netto di 395 milioni di dollari nello stesso periodo dell’anno precedente. La crescita trimestrale del fatturato netto è stata dell’1,1%, rispetto all’8% per il 2025 e del 41% nel 2023.
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La societa’ ha attribuito la perdita trimestrale principalmente a una svalutazione di 328 milioni di dollari relativa alle azioni privilegiate convertibili e rimborsabili. Queste azioni possono essere convertite in azioni ordinarie in un secondo momento e il loro valore puo’ variare prima della quotazione in borsa.
La prevista quotazione a Hong Kong potrebbe valutare l’azienda oltre 40 miliardi di dollari, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal una cifra molto inferiore dai quasi 100 miliardi raggiunti nel 2022, a causa della crescente concorrenza di rivali come Temu e della persistente incertezza a causa delle restrizioni commerciali. Per questo gli analisti si interrogano se la società sarà in grado di raggiungere questo risultato.
“Gli investitori istituzionali della HKEX ( l’Hong Kong Stock Exchange) si concentreranno sul margine operativo basso del 2,9%“, ha dichiarato Winston Ma, direttore esecutivo del Global Public Investment Funds Forum – e valuteranno Shein non più come una pura piattaforma tecnologica a iper crescita, bensì come un operatore della vendita al dettaglio fisica e della logistica che deve destreggiarsi in un commercio globale che sta attraversando un momento difficile”.
L’azienda ha dichiarato che l’eliminazione dell’esenzione per le importazioni minime negli Stati Uniti ha penalizzato la crescita del fatturato e aumentato le spese; per compensare parte dei maggiori costi, la società sta “valutando un’ampia gamma di opzioni, tra cui l’aumento dei prezzi negli Stati Uniti”.
E anche la nuova tassa europea sulle importazioni di scarso valore rappresenta un’ulteriore sfida. Secondo la società le tendenze nell’Unione Europea potrebbero essere “generalmente in linea con l’impatto osservato negli Stati Uniti o addirittura superarlo”. La banca d’affari di Citi ha scritto che le difficoltà di Shein in Europa potrebbero portare a un minor livello di intensità competitiva nella fascia economica del mercato, a favore rivenditori come Associated British Foods, proprietaria di Primark, e H&M.
Il prospetto mostra che la valutazione di Shein è scesa dai 98,2 miliardi di dollari successivi a un round di raccolta fondi nel 2022 ai 64 miliardi dopo un altro round nel 2024. “Le prospettive sarebbero state molto più ottimistiche se avessero proceduto con l’ipo a Londra o New York un paio di anni fa. Ora il mercato è diventato molto più difficile per loro”, ha spiegato Juozas Kaziukenas, analista del settore e-commerce.
La bozza del prospetto informativo offre qualche dettaglio sul ruolo fondatore e amministratore delegato, Sky Xu, 42 anni. Secondo il primo rapporto sulla sostenibilità di Shein, pubblicato nel 2022, Xu aveva inizialmente scelto Chris come nome inglese, ma in seguito lo ha cambiato in Sky perché riteneva che Chris non fosse abbastanza distintivo.
Sky deriva da uno dei caratteri del suo nome cinese, Xu Yangtian. Il documento non menziona l’ex banchiere e dirigente nel settore dei media Donald Tang, che ha ricoperto il ruolo di presidente esecutivo e volto pubblico di Shein durante i recenti tentativi di quotazione a New York e Londra.
Secondo il prospetto informativo, Xu e i tre cofondatori di Shein, Maggie Gu, Molly Miao e Tony Ren, in precedenza hanno lavorato insieme presso un’azienda che forniva servizi di marketing sui motori di ricerca agli esportatori. Nonostante la crescente visibilità globale della società Xu ha esitato per anni a quotare l’azienda in borsa ritenendo che non dovesse fare affidamento su finanziamenti esterni per competere con i rivali, in particolare con Temu, la piattaforma di shopping a prezzi scontati di PDD Holdings.
Con l’espansione di Shein all’estero, l’azienda ha anche adottato misure per prendere le distanze dalla Cina. Nel 2022 ha trasferito la propria sede centrale a Singapore, sebbene i suoi fornitori e magazzini rimangano in gran parte in Cina. E dunque per Xu rimanere nell’ombra potrebbe essere anche una scelta strategica con l’obiettivo di ridurre al minimo il rischio di un giro di vite da parte del governo cinese simile a quello che ha travolto il fondatore di Alibaba, Jack Ma, nel novembre 2020, quando le autorità di regolamentazione avevano fatto fallire l’IPO da 37 miliardi di dollari della controllata per i pagamenti Ant Group.

