Le vendite di servizi continuano a crescere ma sotto la media del mercato: +13% per Turismo e +14% per le Assicurazioni grazie agli operatori del trasporto aereo e dei portali di hotel nel primo caso  e alle prestazioni positive di tutti i principali operatori del mercato (soprattutto compagnie dirette), nel secondo. “I servizi pesano comunque per il 61% delle vendite”, spiega Riccardo Mangiaracina, responsabile dell'Osservatorio. "La situazione italiana si conferma quindi peculiare rispetto a quella dei principali mercati stranieri, dove il peso dei prodotti prevale su quello dei servizi, con valori compresi tra il 65 e l’80%”.

"Per quanto attiene il gradimento dell'esperienza d'acquisto - spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm - il 90% dei consumatori dà un voto superiore a 7 allo shopping online, ma la percentuale sale al 94% per chi compra online". Liscia stima che l’intero mercato e-commerce a livello globale abbia un valore di 889 miliardi: "Ma la corsa dell'ecommerce non accenna a fermarsi, ci si aspetta che il mercato europeo raddoppi entro la fine del 2016, guidato da una maggiore fiducia negli acquisti online e da un numero crescente di web shopper. Si stima, inoltre, che il numero di posti di lavoro creati direttamente e indirettamente dal settore e-commerce B2C ammonti a 2 milioni in Europa, una cifra che è destinata a crescere nei prossimi anni".

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FANALINO DI CODA IN EUROPA

- Se la crescita c'è ed è importante, resta il fatto che la penetrazione dell’ecommerce sul totale delle vendite retail, pari al 3% nel 2013 in Italia (era il 2,6% nel 2012) fa del nostro paese il fanalino di coda tra i paesi europei e più vicini ai paesi emergenti. Nei paesi più maturi (Regno Unito, Stati Uniti, Corea e Giappone) la penetrazione oscilla tra il 10 e il 14%, mentre in Germania, Francia e Spagna è più bassa ma comunque fra l'8,6 e il 4,5%. Nei paesi emergenti passa invece dallo 0,5% dell’India al 2,7% della Cina. In linea con il resto d'Europa, invece, i tassi i crescita dell’Italia: Germania, Francia e Spagna registrano aumenti compresi tra il 10 e il 18%, mentre i mercati più maturi segnano un +10% e quelli emergenti (Cina, Brasile, Russia, India) oscillano tra il +17% del Brasile e il +33% dell’India.

FUTURI SVILUPPI DA ESPLORARE - Ma il mercato potrebbe presto evolversi in nuove direzioni. "L’integrazione dell’esperienza di acquisto con una soluzione mobile in ottica multicanale costituisce quindi uno dei fattori chiave perché l’ecommerce B2C in Italia possa crescere in maniera ancora più decisa, raggiungendo valori comparabili a quelli dei mercati internazionali", osserva Perego. "Chi, tra i merchant, ha attivato iniziative multicanale ben costruite  ossia basate su una reale integrazione tra i diversi canali - negozi, online, mobile e social - con progetti in grado sfruttare le peculiarità di ciascun canale e metterle a complemento dell’altro, sta conseguendo benefici importanti nella generazione di fatturato aggiuntivo. Da un lato, infatti si registra un aumento della spesa complessiva di un cliente già acquisito che, grazie alle nuove occasioni di acquisto su eeb e mobile, alla possibilità di acquistare online quanto non presente o andato esaurito sul punto vendita, spende fino al 10-20% in più di quanto spendeva prima. Dall’altro si acquisiscono nuovi clienti grazie alla maggiore copertura geografica o grazie all’estensione degli orari di apertura (24/7) rispetto a quelli classici del negozio. Infine, crediamo che saranno sempre più determinanti nel trainare l’ecommerce tutti quei modelli di business volti a fornire al cliente un vantaggio in termine di prezzo. Se fino ad oggi abbiamo assistito al boom dei siti di Couponing, delle vendite a tempo, degli outlet online, dei comparatori di prezzo, ci sono ancora molti modelli in fase di sviluppo, come ad esempio quelli che puntano alla condivisione delle risorse (casa vacanza, auto, ecc.) o al riuso di prodotti (tipicamente nel fashion)".

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Economia

di Stefano Fossati

twitter@foxstefano

 

Cresce ancora l’ecommerce in Italia, con il 2013 che segna un +18% da parte dei consumatori, ma i numeri sono ancora più vicini a quelli dei paesi in via di sviluppo che a quelli dei mercati più maturi: basti pensare che, nonostante l'aumemto degli acquisti e dei navigatori che comprano online, da noi l'ecommerce vale solo il 3% del totale del commercio. Cresce comunque il numero di italiani che fanno acquisti online: ora sono più di 14 milioni, vale a dire quasi la metà dell’utenza totale di internet: +55% in soli due anni. Ma a far ben sperare è il boom di acquisti tramite smartphone, che confermano lo stretto rapporto fra italiani e cellulari passando dai 144 milioni del 2012 a 510 milioni di euro (+255%), pari al 4,5% delle vendite online: oltre la metà di quelli effettuati via tablet, che valgono un miliardo di euro. Complessivamente, gli acquisti da dispositivi mobili (tablet più smartphone) raggiungono oggi il 12% del totale del mercato italiano dell'ecommerce.

I dati sono stati raccolti e pubblicati dall'Osservatorio eCommerce B2C condotto da Netcomm e dalla School of Management del Politecnico di Milano, giunto alla sua undicesima edizione. Senza contare gli acquisti effettuati all'estero, le vendite da siti con operatività in Italia hanno raggiunto gli 11,3 miliardi di euro. Anche quest'anno crescono maggiormente i comparti di prodotto (+25%) rispetto a quelli che vendono servizi (+13%) anche se i servizi pesano comunque per il 61% delle vendite. Analizzando il fenomeno del mobile commerce, i ricercatori osservano che smartphone e tablet offrono nuove opportunità di acquisto riempiendo i tempi morti, tanto da costituire uno dei principali fattori alla base dell’incremento dei consumi online assieme alla crescita delle aziende operanti nel settore e dei club di acquisti online, insieme con il successo dei progetti multicanale sviluppati dai retailer che coniugano acquisto online ed esperienza nel punto vendita fisico.

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CLIENTI SODDISFATTI ONLINE - Tornando all'ecommerce in generale, il 90% degli acquisti è fatto con carta di credito o Paypal e lo scontrino medio è di 490 euro nelle Assicurazioni, 280 nel Turismo, 240 nell’Informatica ed elettronica di consumo, 195 euro nell’Abbigliamento, 125 euro nel Grocery, e poco più di 40 euro nell’Editoria. "Il 2013 è stato l’anno della crescita impetuosa del mobile commerce", commenta Alessandro Perego, responsabile scientifico Osservatorio B2C Netcomm-Politecnico di Milano; "Parallelamente, le strategie di multicanalità, che prevedono l’utilizzo congiunto e integrato di canale fisico e canale online anche attraverso smartphone e tablet, hanno portato molti benefici: maggiore efficacia nel trasferimento delle informazioni grazie all’Infocommerce, incremento nell’efficienza dei processi di punto vendita mediante il 'Prenota online e ritira in negozio' e miglioramento del servizio al cliente con l’acquisto online e l’assistenza in-store".

A beneficiare della crescita delle vendite online, a dispetto della crisi, sono tutti i principali comparti: tra i prodotti, bene l’Abbigliamento che anche quest’anno fa registrare l’incremento più elevato (30%) grazie alla crescita strutturale di alcuni retailer online specializzati e dei club online. Ottimi i risultati dell’Informatica ed elettronica di consumo che, trainata dai marketplace e dai grandi retailer cresce del 20% circa rispetto al 2012. Più statica invece la situazione per l’Editoria, musica e audiovisivi (+6%), nonostante le buone performance di alcuni player. Nel Grocery la crescita è dell’11% (pari in valore assoluto a pochi milioni di euro), mentre nell’Arredamento vi è stato un incremento significativo del transato (oggi a quota 70 milioni di euro), grazie al contributo sia dei grandi retailer sia di startup innovative.

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Le vendite di servizi continuano a crescere ma sotto la media del mercato: +13% per Turismo e +14% per le Assicurazioni grazie agli operatori del trasporto aereo e dei portali di hotel nel primo caso  e alle prestazioni positive di tutti i principali operatori del mercato (soprattutto compagnie dirette), nel secondo. “I servizi pesano comunque per il 61% delle vendite”, spiega Riccardo Mangiaracina, responsabile dell'Osservatorio. "La situazione italiana si conferma quindi peculiare rispetto a quella dei principali mercati stranieri, dove il peso dei prodotti prevale su quello dei servizi, con valori compresi tra il 65 e l’80%”.

"Per quanto attiene il gradimento dell'esperienza d'acquisto - spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm - il 90% dei consumatori dà un voto superiore a 7 allo shopping online, ma la percentuale sale al 94% per chi compra online". Liscia stima che l’intero mercato e-commerce a livello globale abbia un valore di 889 miliardi: "Ma la corsa dell'ecommerce non accenna a fermarsi, ci si aspetta che il mercato europeo raddoppi entro la fine del 2016, guidato da una maggiore fiducia negli acquisti online e da un numero crescente di web shopper. Si stima, inoltre, che il numero di posti di lavoro creati direttamente e indirettamente dal settore e-commerce B2C ammonti a 2 milioni in Europa, una cifra che è destinata a crescere nei prossimi anni".

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FANALINO DI CODA IN EUROPA

- Se la crescita c'è ed è importante, resta il fatto che la penetrazione dell’ecommerce sul totale delle vendite retail, pari al 3% nel 2013 in Italia (era il 2,6% nel 2012) fa del nostro paese il fanalino di coda tra i paesi europei e più vicini ai paesi emergenti. Nei paesi più maturi (Regno Unito, Stati Uniti, Corea e Giappone) la penetrazione oscilla tra il 10 e il 14%, mentre in Germania, Francia e Spagna è più bassa ma comunque fra l'8,6 e il 4,5%. Nei paesi emergenti passa invece dallo 0,5% dell’India al 2,7% della Cina. In linea con il resto d'Europa, invece, i tassi i crescita dell’Italia: Germania, Francia e Spagna registrano aumenti compresi tra il 10 e il 18%, mentre i mercati più maturi segnano un +10% e quelli emergenti (Cina, Brasile, Russia, India) oscillano tra il +17% del Brasile e il +33% dell’India.

FUTURI SVILUPPI DA ESPLORARE - Ma il mercato potrebbe presto evolversi in nuove direzioni. "L’integrazione dell’esperienza di acquisto con una soluzione mobile in ottica multicanale costituisce quindi uno dei fattori chiave perché l’ecommerce B2C in Italia possa crescere in maniera ancora più decisa, raggiungendo valori comparabili a quelli dei mercati internazionali", osserva Perego. "Chi, tra i merchant, ha attivato iniziative multicanale ben costruite  ossia basate su una reale integrazione tra i diversi canali - negozi, online, mobile e social - con progetti in grado sfruttare le peculiarità di ciascun canale e metterle a complemento dell’altro, sta conseguendo benefici importanti nella generazione di fatturato aggiuntivo. Da un lato, infatti si registra un aumento della spesa complessiva di un cliente già acquisito che, grazie alle nuove occasioni di acquisto su eeb e mobile, alla possibilità di acquistare online quanto non presente o andato esaurito sul punto vendita, spende fino al 10-20% in più di quanto spendeva prima. Dall’altro si acquisiscono nuovi clienti grazie alla maggiore copertura geografica o grazie all’estensione degli orari di apertura (24/7) rispetto a quelli classici del negozio. Infine, crediamo che saranno sempre più determinanti nel trainare l’ecommerce tutti quei modelli di business volti a fornire al cliente un vantaggio in termine di prezzo. Se fino ad oggi abbiamo assistito al boom dei siti di Couponing, delle vendite a tempo, degli outlet online, dei comparatori di prezzo, ci sono ancora molti modelli in fase di sviluppo, come ad esempio quelli che puntano alla condivisione delle risorse (casa vacanza, auto, ecc.) o al riuso di prodotti (tipicamente nel fashion)".

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