Legge di Bilancio, al via da oggi nuovi aumenti su sigarette e sigari. Nelle casse dello Stato 1,47 miliardi di euro
Da oggi scatta un nuovo aumento dei prezzi per sigarette e sigari. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha infatti comunicato che, a partire dal 6 maggio 2026, alcune marche di tabacchi lavorati subiranno un ritocco al rialzo. La causa principale è l’ultimo intervento della Legge di Bilancio, che ha previsto un aumento progressivo delle accise sul tabacco, già iniziato nelle settimane scorse e destinato a proseguire nei prossimi anni.
Per quanto riguarda le sigarette, l’impatto è piuttosto circoscritto. L’aumento coinvolge solo alcuni prodotti a marchio Corset e The King, per un totale di nove referenze. Il prezzo delle confezioni interessate oscilla ora tra circa 5,30 e 5,70 euro, a seconda della tipologia. Più significativo invece l’aumento sul fronte dei sigari. In questo caso sono coinvolti numerosi marchi e formati, dalle confezioni singole fino ai pacchi da 25 pezzi. I nuovi prezzi partono da circa 8 euro e possono superare anche i 1.500 euro per alcuni prodotti di fascia alta. L’elenco completo è consultabile sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Una tendenza già avviata
Quello di oggi non è un aumento isolato: già a metà aprile si era registrato un primo rincaro su sigarette, sigari e tabacco trinciato. Si tratta di una serie di interventi fiscali previsti dalla Legge di Bilancio, che continueranno gradualmente fino al 2028. Il piano prevede un incremento progressivo delle accise: per le sigarette si passerà dai 29,50 euro ogni 1.000 pezzi del 2025 ai 32 euro nel 2026, fino ad arrivare a 38,50 euro nel 2028. Anche sigaretti e tabacco trinciato vedranno aumenti simili, con rialzi costanti nei prossimi tre anni.
Gli aumenti non riguardano solo i prodotti tradizionali. Anche le sigarette elettroniche saranno interessate da un incremento della tassazione: i prodotti con nicotina saliranno gradualmente fino al 22% nel 2028, mentre quelli senza nicotina arriveranno al 17%. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, queste misure porteranno circa 1,47 miliardi di euro aggiuntivi nelle casse dello Stato entro il 2028. Una parte significativa delle entrate del settore, che già oggi vale circa 15 miliardi l’anno, e che secondo le associazioni potrebbe essere in parte reinvestita in prevenzione e contrasto al fumo, soprattutto tra i più giovani.

