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Sipario Movies, resa finale nella guerra Iervolino-Bacardi: scatta la liquidazione giudiziale

Respinta l’opposizione di Andrea Iervolino. Decisivi il debito fiscale da oltre 35 milioni e la revoca degli 88 milioni di tax credit

Sipario Movies, resa finale nella guerra Iervolino-Bacardi: scatta la liquidazione giudiziale
Foto presa dal video YouTube ‘Monika Bacardi’ di Ambi Group

Sipario Movies in liquidazione giudiziale: il Tribunale di Roma

Il Tribunale di Roma ha ufficialmente sancito il fallimento – oggi tecnicamente definito liquidazione giudiziale – della Sipario Movies. Si tratta della nota casa di produzione cinematografica, storicamente legata ad Andrea Iervolino e Monika Bacardi, finita di recente nella bufera dopo che il Ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli, le aveva revocato l’ingente somma di 88 milioni di euro di tax credit.

A far precipitare la situazione e a decretare la resa definitiva è stato il passo indietro del liquidatore giudiziale, Paolo Bastia. Il professionista era stato originariamente incaricato dai giudici capitolini per tentare una complessa composizione negoziata della crisi, resa ancora più difficile dal duro scontro interno scoppiato tra Iervolino e Lady Bacardi. Sull’irreversibilità del dissesto finanziario ha inciso in modo fatale anche un colossale debito con l’Agenzia delle Entrate che supera i 35 milioni di euro.

La sentenza

Il verdetto che decreta il definitivo tracollo della società porta la firma della quattordicesima sezione civile del Tribunale di Roma, guidata dal presidente Giorgio Jachia con Alessandro Nastri nel ruolo di giudice relatore. A sollecitare la liquidazione giudiziale sono state la MB Media Sa di Lady Bacardi, la Sportfinance spa e alcuni ex membri del consiglio di amministrazione di Sipario Movies. Sul fronte opposto, Andrea Iervolino ha tentato di bloccare il provvedimento attraverso la sua IA Media SA, ma i giudici capitolini hanno respinto la sua opposizione.

La gestione della procedura è stata affidata allo stesso giudice Nastri come delegato, mentre l’incarico di curatore è andato all’avvocato romano Andrea Ribotta. Il tribunale ha inoltre già calendarizzato il prossimo passo formale: l‘appuntamento è fissato per la mattina del 28 ottobre 2026, quando le parti si ritroveranno davanti al giudice Nastri per l’udienza dei creditori destinata all’esame dello stato passivo della casa di produzione.

La guerra dei soci 

Il logorante braccio di ferro societario si chiude così con il trionfo di Lady Bacardi. Dopo aver tentato di estromettere Andrea Iervolino, la manager ha sferrato l’attacco decisivo recapitando al Ministero della Cultura un dettagliato dossier che ipotizzava pesanti anomalie contabili sotto la precedente gestione, mirate a ottenere i fondi pubblici. Le segnalazioni hanno spinto il ministro Alessandro Giuli a revocare immediatamente in autotutela gli 88 milioni di euro di tax credit.

Un provvedimento blindato anche da un tempismo drammatico: la decisione è scattata a pochissime ore da un altro scandalo travolgente, quello del bonus concesso a una pellicola fantasma di Francis Kaufmann (in arte Rexal Ford), il regista arrestato con la mostruosa accusa di aver teso un agguato mortale alla compagna Anastasia e alla figlioletta Andromeda di soli undici mesi a Villa Pamphili.

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