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Generali, i soci futuri parleranno cinese o indiano. Parola di Nagel

mediobancaAlberto Nagel, Saverio Vinci e Gianluca Sichel

twitter@andreadeugeni

 
Entro tre anni più di qualche socio delle Assicurazioni Generali potrebbe parlare il mandarino, l’indiano, il portoghese o, ancora, qualche lingua dell’Est Europa. Magari anche il russo, Paese dove le Generali hanno ricevuto a fine aprile dalle authority locali l’autorizzazione a crescere, mettendo le mani sul 38,5% della compagnia Ingosstrakh. Parola di Alberto Nagel, Ceo di Mediobanca, primo socio del gruppo triestino con circa il 13% del capitale, ma in discesa, come ha fissato il banchiere nel nuovo piano industriale di Piazzetta Cuccia, al 10% entro giugno 2016. 
 
Durante la conferenza stampa di presentazione delle nuove strategie della propria merchant bank, appuntamento a cui Affaritaliani.it era presente, Nagel ha spiegato che “la vendita del 3% delle Generali non avverrà per forza sul mercato“. “Ho in mente la cessione a qualche fondo istituzionale di un Paese dove le Generali sono in forte crescita ed espansione”. Un’area su cui il Leone “punta”, ha aggiunto il banchiere. 
 
In sostanza, invece che passare in Borsa (tutto il 3% delle Generali vale oltre 652 milioni di euro), il numero uno di Mediobanca vorrebbe allestire più collocamenti privati (frazionando la vendita anche con un timing differente) andando a scegliere un investitore istituzionale di quei “Paesi emergenti”, come ha annunciato nei mesi scorsi l’a.d. del Leone Mario Greco, dove la classe media sta crescendo a ritmi fortissimi. Paesi e aree come “la Cina, il resto dell’Asia, l’Europa dell’Est e l’America Latina“. Sembrerebbe, com’è di moda in questo momento nel Vecchio Continente, che Nagel stia pensando a un fondo sovrano come, ad esempio, il potente China Investment Corporation, braccio finanziario armato del governo di Pechino. Fondo che, si dice, abbia già ampiamente studiato in passato il dossier Generali. Ma poi lo abbia chiuso poco prima dello scoppio della crisi dell’eurodebito. Ora, con Greco al timone e il nuovo corso del Leone, all’ombra della Grande Muraglia potrebbero riaprirlo, dopo che Nagel avrà bussato alla porta.