
Doccia fredda sul governo Letta. Standard & Poor’s ha tagliato il giudizio sull’Italia: il rating passa a BBB dal precedente BBB+. L’outlook e’ negativo.
”L’azione di rating – spiega S&P – riflette la nostra visione di un ulteriore peggioramento dell’economia in Italia con le prospettive di crescita reale dell’ultimo decennio di meno dello 0,04% di media”.
Secondo l’agenzia di rating ”la bassa crescita deriva in gran parte dalla rigidita’ in Italia del mercato del lavoro e dei prodotti”.
La società di rating ha motivato nel dettaglio questo ulteriore downgrade, puntando il dito contro le decisioni in tema di tenuta dei conti pubblici.
Nel testo si legge che “nel 2013 gli obiettivi di bilancio in Italia sono potenzialmente a rischio per il differente approccio nella coalizione di governo” per coprire un disavanzo “frutto della sospensione dell’Imu e del possibile ritardo del pianificato aumento dell’Iva”, scrive l’agenzia dimostrandosi in disaccordo rispetto alle ultime decisioni del governo come la sospensione dell’Imu sulla prima casa e lo stop all’aumento dell’Iva di un punto percentuale prevista originariamente per il primo luglio e posticipata ad ottobre.
Non solo. L’outlook negativo “indica che c’è almeno una chance su tre che il rating possa essere ridotto ancora nel 2013 o nel 2014”.
Immediato il commento del premier Enrico Letta. “L’Italia rimane sorvegliata speciale”, ha detto a Ballaro’.L’abbassamento del giudizio potrebbe avere un effetto negativo sullo spread. Infatti più è basso il merito attribuito dagli analisti, più aumenta il rischio Paese e di conseguenza il rischio nel comprare i titoli del Tesoro.
Più dura la reazione del Tesoro. La decisione di S&P di tagliare il rating dell’Italia “e’ una scelta gia’ superata dai fatti, retrospettiva, e non tiene conto delle misure prese dal governo sulla crescita e sulla competitivita’”, riferiscono fonti del ministero.
