La discesa delle azioni SpaceX ha ridotto di oltre 500 miliardi di dollari il patrimonio netto di Elon Musk rispetto al massimo raggiunto a giugno. Il fondatore possiede circa il 42% della società e ogni dollaro perso dal titolo cancella quasi 4,8 miliardi dal valore teorico della sua partecipazione.
La quota del 42% trasforma ogni dollaro perso da SpaceX in 4,8 miliardi per Musk
Come quanto riporta Yahoo Finanza, il patrimonio di Elon Musk è sceso di oltre 500 miliardi di dollari rispetto al picco di giugno, quando aveva raggiunto circa 1.450 miliardi di dollari. La sua fortuna viene ora stimata intorno a 879 miliardi, cifra che lo mantiene comunque al primo posto tra le persone più ricche del mondo.
La perdita deriva principalmente dalla correzione delle azioni SpaceX, scese di quasi il 40% rispetto ai massimi storici registrati nei giorni successivi al debutto sul Nasdaq. Martedì il titolo SPCX ha scambiato intorno a 142,50 dollari, in rialzo dell’1,74%, dopo aver toccato lunedì il minimo storico di 136,78 dollari. La società aveva fissato il prezzo dell’Ipo di giugno a 135 dollari per azione. Il 16 giugno il titolo aveva raggiunto il massimo di 225,64 dollari, consentendo a SpaceX di superare Amazon e diventare la quinta azienda statunitense per valore di mercato, secondo quanto riportato da Forbes.
Musk possiede circa 4,8 miliardi di azioni SpaceX, pari al 42% della società. La dimensione della partecipazione moltiplica gli effetti delle oscillazioni di Borsa: ogni variazione di un dollaro modifica il valore virtuale della sua quota di circa 4,8 miliardi. La discesa di 84 dollari rispetto al massimo ha cancellato quasi 400 miliardi di dollari dal valore della sola partecipazione in SpaceX. Forbes ha escluso dalla propria stima altri 116 miliardi di azioni Tesla soggette a restrizioni, portando il patrimonio complessivo di Musk intorno a 879 miliardi.
SpaceX ha perso più di mille miliardi di dollari di capitalizzazione in quattro settimane. Il valore di mercato della società è sceso vicino a 1.860 miliardi, nonostante l’ingresso nel Nasdaq 100 e l’attenzione degli investitori sul titolo. Gli analisti attribuiscono la correzione soprattutto alle prese di profitto successive all’euforia dell’Ipo, senza indicare per ora un indebolimento dei fondamentali della società. Il titolo aveva raggiunto valutazioni molto elevate in pochi giorni e il ritorno verso il prezzo di collocamento viene interpretato come un riassestamento delle aspettative.
Aumentano anche i rischi legati alla situazione geopolitica. I media statali iraniani hanno indicato le attività di Musk in Medio Oriente, compresa Starlink, tra i potenziali obiettivi militari. La notizia ha aggiunto ulteriore pressione sulle azioni. Wall Street continua comunque a prevedere un possibile recupero nel tempo. Gli analisti considerano la discesa una correzione delle valutazioni successive all’Ipo, mentre la ripresa dipenderà dalla capacità di SpaceX di rispettare i programmi industriali e le previsioni di crescita.
Evercore ISI ha avviato la copertura sul titolo con un rating Outperform e un prezzo obiettivo di 230 dollari, che rappresenta un potenziale rialzo di circa il 65% rispetto alle quotazioni indicate nell’analisi. Il consensus dei broker che seguono il titolo si avvicina a 236 dollari. Il modello di Evercore prevede che i ricavi crescano in media del 106% all’anno fino al 2028, mentre i margini dovrebbero salire dal 35% al 69%.
L’analista di Evercore ISI Kutgun Maral ha scritto nella nota di avvio della copertura: “Non pensiamo ci sia dibattito sul fatto che questa sia una società straordinaria, su una reale traiettoria verso la trasformazione del futuro dell’umanità.” Maral descrive SpaceX come un’impresa verticalmente integrata, capace di controllare progettazione, produzione, lanci e attività satellitari, con un accesso quasi monopolistico all’orbita.
Le attività operative sono proseguite anche durante la discesa del titolo. Lunedì SpaceX ha lanciato altri 27 satelliti Starlink dalla base di Vandenberg. Giovedì è previsto il tredicesimo volo di Starship, che trasporterà per la prima volta 20 satelliti Starlink V3 funzionanti.
Il nuovo lotto aggiunge 60 terabit al secondo di capacità, oltre venti volte quella di un singolo carico trasportato da Falcon 9, secondo SpaceNews. La crescita della rete satellitare rappresenta una delle principali basi delle previsioni elaborate dagli analisti. Un precedente arriva da Facebook. Dopo l’Ipo del 2012, il titolo perse più del 50% rispetto al prezzo di collocamento nell’arco di quattro mesi. Le azioni recuperarono quel livello in 15 mesi, sostenute dalla crescita degli utili.
Anche la domanda di azioni tokenizzate indica che una parte degli investitori retail continua a cercare un’esposizione a SpaceX. Nel breve periodo, però, la valutazione elevata e il rischio di problemi nell’esecuzione dei programmi industriali possono limitare il recupero.
Il volo di Starship previsto giovedì rappresenta il primo test concreto dopo quattro settimane di correzione. Una missione completata senza problemi rafforzerebbe le aspettative sulla crescita di Starlink. Un nuovo inconveniente tecnico potrebbe prolungare la discesa delle azioni.

